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Oristano

Bosa, sul centro storico sardisti contro il sindaco

di Alessandro Farina
Bosa, sul centro storico sardisti contro il sindaco

Sotto accusa il primo cittadino Mastino sui ritardi per i lavori a Sa Costa «I progetti per il recupero del cuore della cittadina ci sono, vanno verificati» 

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BOSA. Valorizzazione del centro storico, è scontro aperto in consiglio, con le opposizioni all’attacco della maggioranza e del sindaco. «In Comune i progetti ci sono», dicono dal Psd’Az. Il partito, oggi all’opposizione, ha inviato una lettera indirizzata al sindaco, firmata dal componente della segreteria Guglielmo Macchiavello, dove si chiede più attenzione sul lavoro svolto dalle precedenti amministrazioni. E così, dopo l’arrivo di un finanziamento dalla Regione, il dibattito sul futuro del quartiere medievale si riaccende. Per il recupero di Sa Costa sarebbe necessario un organico piano di valenza regionale, questa in sintesi l’idea espressa da Guglielmo Macchiavello. Mentre l’ex sindaco Piero Franco Casula ricordava nei giorni scorsi le proposte avanzate nel 2013 all’allora presidente della giunta regionale Cappellacci.

Il sindaco Luigi Mastino è invece convinto che «per Sa Costa occorre una legge speciale, un intervento straordinario da parte della Regione. Chiacchere e progetti sono cose diverse e noi in Comune non abbiamo trovato progetti», l'affermazione dei giorni scorsi che non è passata inosservata.

I sardisti però replicano. «Nell’ottobre del 1988 Bosa, fra i pochi in Sardegna, venne inserita nel repertorio dei Centri Storici, e subito dopo la giunta del sardista Silvano Cadoni diede incarico per la redazione del Piano integrato del Centro Storico, che venne approvato dal consiglio comunale il 5 dicembre e inviato in Regione». Secondo i sardisti questo iter «ha dato la possibilità di arrivare a garantire finanziamenti impensabili per dotazione finanziaria, così da consentire ai cittadini di avviare interventi di recupero che ancor oggi sono sotto gli occhi di tutti». Il piano integrato del 1988 prevedeva poi una serie di interventi «basati su una circostanziata indagine e sulla quantificazione dei relativi costi per la loro esecuzione». Tra questi il recupero di tutte le vie del quartiere, sottoservizi compresi; analisi e proposte di recupero dei particolari architettonici caratteristici; protocollo d’intervento sulle concerie; realizzazione di un sistema di parcheggi basato sul nodo di via Efisio Cugia; proposta di un intervento pilota di recupero sull’ambito caratteristico di Corte Intro; un piano regolatore del sistema di illuminazione. Il Psd’Az suggerisce quindi verifiche su quanto realizzato dalle precedenti amministrazioni «in questo modo si sarebbe anche potuto evitare di far redigere un nuovo Piano Integrato».

I Quattro Mori comunque non chiudono la porta al dialogo sul recupero e rilancio di Sa Costa. «Siamo sempre disponibili a confrontarci portando le nostre idee nell’interesse della città», conclude Guglielmo Macchiavello.

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