Dimissioni Uil, nuove polemiche e veleni
Dopo l’addio di Angelo Medde emerge una frattura più profonda nel sindacato regionale
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ORISTANO. Non un caso Oristano ma addirittura, un caso Sardegna: la clamorosa scelta del segretario confederale della Uil di Oristano e della Uilpost regionale, Angelo Medde di dimettersi da tutti gli incarichi dirigenziali in seno alla Uil, potrebbe essere seguito da altri sindacalisti. Fra loro c’è già chi si dice pronto a restituire deleghe e tessera, come il tesoriere della Uilpost regionale, Roberto Oppes «se si è dimesso il nostro segretario regionale, sono venute a mancare le condizioni per la mia permanenza nella segreteria», ha annunciato. «Medde è stato messo con le spalle al muro da una dirigenza regionale e nazionale che non tollerava critiche e dissensi. Quando, dopo lo scandalo dei fondi per l’alluvione spariti all’estero, Medde chiese le dimissioni del segretario regionale Francesca Ticca, non lo fece a livello personale: aveva il nostro mandato, unanime. Evidentemente, chi pone la questione morale come condizione per il mantenimento della credibilità di un sindacato, diventa scomodo e bisogna metterlo da parte». Parole dure, quelle di Oppes che confermano una situazione non facile all’interno della Uil e che, è lo stesso Medde, che ieri nel suo ultimo giorno da segretario territoriale in carica, ha confermato. «Nessuno di noi si erge a giudice – ha detto – far chiarezza sulla vicenda dei soldi scomparsi è compito della magistratura e di nessun altro. Noi però chiedevamo coerenza ad un segretario generale che per molti mesi ci ha tenuti completamente all’oscuro di una vicenda che abbiamo appreso solo parecchio tempo dopo attraverso i giornali. E poi – conclude – con che faccia un sindacalista può criticare le amministrazioni per la lentezza nella spesa pubblica, quando a sua volta non riesce a spendere i fondi di una sottoscrizione, nata da una tragedia».
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