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Oristano

Videosorveglianza a Bosa in arrivo altre telecamere

di Alessandro Farina
Videosorveglianza a Bosa in arrivo altre telecamere

Alle cinque già presenti se ne aggiungeranno una decina: 25mila euro la spesa Dal confronto con le forze dell’ordine la decisione su dove collocare gli obiettivi

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BOSA. Le telecamere di videosorveglianza, anche nella cittadina del Temo, svolgono ormai un ruolo essenziale e indispensabile, per la sicurezza dei cittadini e come deterrente da azioni di incivili, vandali e malintenzionati.

Il comune di Bosa si è dotato da oltre un anno di un server che gestisce per ora cinque telecamere, che presto potrebbero essere incrementate di numero, con l’arrivo di altri nuovi dieci occhi elettronici. Di questo si è discusso il sedici ottobre in un mini vertice sulla pubblica sicurezza convocato dal sindaco Luigi Mastino su indicazione del comandante del corpo di Polizia Municipale Filomena Solinas, al quale hanno partecipato i responsabili di Guardia di Finanza, Ufficio Circondariale Marittimo, Forestale e i Carabinieri.

«Nel corso dell’incontro abbiamo individuato i siti più sensibili dove posizionare le telecamere, in aggiunta a quelle già disponibili», spiega il sindaco Luigi Mastino. Massima discrezione sulle zone che presto saranno quindi coperte dalla visuale degli occhi elettronici, perché l’indirizzo, in attesa di un bando regionale che possa venire incontro dal punto di vista economico, è quello di mettere a disposizione ancora una volta risorse comunali per l’acquisto della strumentazione.

«I conti sono ancora da fare, comunque l’amministrazione metterà a disposizione tutte le risorse possibili», aggiunge il sindaco di Bosa.

Due anni fa il Comune, dopo una serie di episodi che avevano creato allarme tra la popolazione, aveva stanziato venticinquemila euro, e acquistato cinque telecamere di videosorveglianza ed un sistema modulare che permette di aggiungere ulteriori occhi elettronici.

«Ora abbiamo quindi la possibilità di incrementare le telecamere presenti con l’acquisto di altre dieci unità», la decisione emersa giovedì scorso nelle stanze del palazzo comunale di via Garibaldi.

Non è improbabile che l’operazione possa pesare per altri venti o venticinquemila euro sulle casse comunali, ma rispetto ad un’esigenza che appare sempre più improcrastinabile considerata l’estensione urbana di Bosa, tra centro storico, periferie e marina, con diversi luoghi sensibili da monitorare.

«Per ora stiamo procedendo gradatamente, in base alle risorse di cui il comune può disporre, ma attendiamo anche che la Regione emani un bando su questo argomento a cui partecipare», conclude il sindaco. Bosa infatti non ha usufruito di finanziamenti, mentre l’Unione dei Comuni della Planargia Montiferru, che sull’argomento aveva presentato una sua candidatura anni fa, non è rientrata nella graduatoria dei beneficiari stilata dalla Regione.

Altri nodi comunque restano aperti nella città del Temo, uno in particolare legato alla sicurezza. Da diverso tempo infatti i residenti lamentano la presenza di aree al buio, probabilmente dovute a problematiche negli impianti di illuminazione, in diverse parti dell'abitato. Sotto l’aspetto viabilità inoltre Bosa non è dotata di un piano del traffico, con problemi sempre più rilevanti nei periodi delle festività e durante i mesi estivi, quando il numero dei veicoli aumenta esponenzialmente.

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