Paulilatino, sì della Giunta alla videosorveglianza
di Maria Antonietta Cossu
Ritorna d’attualità un progetto del 2014: il preventivo è di 101mila euro È stato necessario aggiornare alcuni aspetti tecnici: si attende l’ok del prefetto
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PAULILATINO. Primo passaggio in giunta per il progetto sul sistema di videosorveglianza nel territorio comunale. L’esecutivo ha approvato l’elaborato che la Telecom Italia ha predisposto sulla base di un preventivo di spesa di poco superiore a 101mila euro.
Si tratta in realtà della versione aggiornata di un progetto datato, un adattamento imposto dalle modifiche normative intervenute nel frattempo unitamente alla variazione dei prezzi e delle condizioni contrattuali originali e all’adeguamento tecnologico delle apparecchiature.
Al secondo progetto si è arrivati dopo un lungo iter burocratico-amministrativo, trafila cominciata quattro anni fa con la partecipazione del Comune al bando regionale sulle reti per la sicurezza del cittadino e del territorio.
Nel 2014 l’assessorato Affari generali pubblicò la graduatoria degli enti beneficiari inserendovi anche il Comune di Paulilatino, destinatario di 80.000 euro.
I tempi si sono dilatati in seguito alla rettifica della graduatoria dei progetti ammessi a cofinanziamento operata nel 2016 dal Servizio regionale dei sistemi informativi di base e applicativi, e si sono allungati ulteriormente per via della modifica della fonte di finanziamento e della successiva direttiva che ha previsto l’integrazione delle reti di sicurezza attraverso la Rete telematica regionale.
Superata la fase di assestamento, a luglio 2017 la Regione ha impegnato, ripartito e liquidato le somme accordate ai Comuni beneficiari. Per Paulilatino sono stati confermati gli 80mila euro stanziati in un primo momento e stabilita la quota di compartecipazione, che ammonta a ventunomila euro.
L’amministrazione paulese ha individuato una serie di immobili pubblici e di siti urbani nei quali ritiene utile la presenza delle videocamere e ha segnalato i punti sensibili al prefetto di Oristano, che dovrebbe dare un responso domani.
Una circolare del ministero dell’Interno del 2012 dettava infatti una serie di principi ai quali i Comuni italiani sono tenuti a uniformarsi. Il compito di vigilare su questa questione è demandato ai Prefetti. Sono previsti dei parametri tecnici a cui gli impianti di videosorveglianza dei Comuni devono rispettare, anche per seguire un criteri di contenimento dei costi. Particolare attenzione viene data anche all’aspetto della registrazione delle immagini.
Si tratta in realtà della versione aggiornata di un progetto datato, un adattamento imposto dalle modifiche normative intervenute nel frattempo unitamente alla variazione dei prezzi e delle condizioni contrattuali originali e all’adeguamento tecnologico delle apparecchiature.
Al secondo progetto si è arrivati dopo un lungo iter burocratico-amministrativo, trafila cominciata quattro anni fa con la partecipazione del Comune al bando regionale sulle reti per la sicurezza del cittadino e del territorio.
Nel 2014 l’assessorato Affari generali pubblicò la graduatoria degli enti beneficiari inserendovi anche il Comune di Paulilatino, destinatario di 80.000 euro.
I tempi si sono dilatati in seguito alla rettifica della graduatoria dei progetti ammessi a cofinanziamento operata nel 2016 dal Servizio regionale dei sistemi informativi di base e applicativi, e si sono allungati ulteriormente per via della modifica della fonte di finanziamento e della successiva direttiva che ha previsto l’integrazione delle reti di sicurezza attraverso la Rete telematica regionale.
Superata la fase di assestamento, a luglio 2017 la Regione ha impegnato, ripartito e liquidato le somme accordate ai Comuni beneficiari. Per Paulilatino sono stati confermati gli 80mila euro stanziati in un primo momento e stabilita la quota di compartecipazione, che ammonta a ventunomila euro.
L’amministrazione paulese ha individuato una serie di immobili pubblici e di siti urbani nei quali ritiene utile la presenza delle videocamere e ha segnalato i punti sensibili al prefetto di Oristano, che dovrebbe dare un responso domani.
Una circolare del ministero dell’Interno del 2012 dettava infatti una serie di principi ai quali i Comuni italiani sono tenuti a uniformarsi. Il compito di vigilare su questa questione è demandato ai Prefetti. Sono previsti dei parametri tecnici a cui gli impianti di videosorveglianza dei Comuni devono rispettare, anche per seguire un criteri di contenimento dei costi. Particolare attenzione viene data anche all’aspetto della registrazione delle immagini.
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