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Cambio di microchip sul cane condannato per riciclaggio
ARBOREA. La passione per gli animali sconfina oltre i limiti della legge. Arriva così la condanna a due anni e otto mesi per Salvatore Piras, allevatore di diversi cani ospitati nel Dog Village nella...
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ARBOREA. La passione per gli animali sconfina oltre i limiti della legge. Arriva così la condanna a due anni e otto mesi per Salvatore Piras, allevatore di diversi cani ospitati nel Dog Village nella zona di Sassu. Era accusato del riciclaggio di un pastore tedesco al quale, secondo le accuse del pubblico ministero, aveva cambiato il microchip affinché l’animale non venisse riconosciuto. L’imputato, difeso dall’avvocato Gianfranco Sollai, si è difeso dicendo che alla base di tutto c’era un errore nell’identificazione del cane poi ritornato dal suo padrone, Paolo Milia. Secondo l’accusa e infine anche secondo i giudici, c’era stato però uno scambio volontario del microchip di riconoscimento. Al pastore tedesco Yago, cane con un pedigree di altissimo livello, era stato apposto quello del cane Hotel, a sua volta un pastore tedesco, ma con caratteristiche diverse.
L’imputato dovrà anche provvedere al risarcimento al vero proprietario, costituitosi parte civile attraverso l’avvocato Alessio Manconi. A lui andrà una provvisionale di 1.500 euro in attesa della causa civile.
L’imputato dovrà anche provvedere al risarcimento al vero proprietario, costituitosi parte civile attraverso l’avvocato Alessio Manconi. A lui andrà una provvisionale di 1.500 euro in attesa della causa civile.
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