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Oristano

l’appello 

L’ex preside: «Salviamo i portali monumentali»

di Roberto Petretto
L’ex preside: «Salviamo i portali monumentali»

Una lettera al sindaco Andrea Lutzu con un appello accorato: “Faccia qualcosa per salvare i portali monumentali e storici della città”

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ORISTANO. Una lettera al sindaco Andrea Lutzu con un appello accorato: “Faccia qualcosa per salvare i portali monumentali e storici della città”. L’appello parte da Antonio Pinna, ex dirigente dell’istituto d’arte, che ricorda al sindaco «il significato ed il valore dei portali monumentali dell’Oristanese, segno di un periodo storico in cui hanno rappresentato il possesso della terra da parte della nobiltà e borghesia locale, ma anche di congregazioni religiose».

I portali che delimitavano gli ingressi alle proprietà «da tempo purtroppo, nonostante qualche intervento di restauro anche parziale, sono caduti nel dimenticatoio».

Antonio Pinna fa partire le proprie considerazioni da una fotonotizia del fotoreporter della Nuova di Oristano, Francesco Pinna: «si denuncia che “i portali monumentali tra Nuraxinieddu ed il Rimedio stanno crollando a poco a poco e nessuno se ne preoccupa”. Il più a rischio è proprio quello dell’oliveto della Congregazione degli Scolopi, peraltro originariamente proprietaria anche del palazzo municipale, sede del consiglio comunale».

Sulla fotonotizia pubblicata ieri si descriveva la situazione del portale: «appare segnato da una preoccupante linea di frattura fra il portale vero e proprio e la scala in muratura che porta alla sommità della struttura». Ora il portale ricade nel terreno espropriato e interessato alla nuova strada ingresso Nord di Oristano. Due pali della rete elettrica ed un cartellone pubblicitario non contribuiscono certo a valorizzarlo.

«Il portale - ricorda Antonio Pinna - viene segnalato nel Registro dei Beni Paesaggistici e Identitari - Comune di Oristano nel suo sito istituzionale».

L’ex dirigente dell’istituto d’arte chiede un interessamento del sindaco Lutzu: «Ho saputo di una riunione dei sindaci del territorio per progetti d'interesse comune. Forse l’agenda di lavoro potrebbe arricchirsi significativamente di un intervento di restauro e valorizzazione di queste strutture architettoniche».

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