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Oristano

A Bosa dopo l’attentato scatta la solidarietà

di Alessandro Farina
A Bosa dopo l’attentato scatta la solidarietà

L’intimidazione rivolta a Vincenzo Piras, titolare del Diving Center, ha suscitato unanime condanna

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BOSA. Non è passato inosservato il raid che qualche giorno fa è costato caro al titolare del Bosa Diving Center, Vincenzo Piras. Mani ancora ignote, sull’episodio si accentra l’attenzione dei Carabinieri della stazione di Bosa che hanno avviato serrate indagini dopo la denuncia, hanno squarciato con una lama due gommoni da otto metri, utilizzati per raggiungere i punti di immersione sulla costa del Grifone.

Un danno quantificato da Vincenzo Piras in oltre cinquantamila euro, che potrebbe mettere a serio rischio non solo l’avvio della stagione 2018 del Diving, ma anche tutto l’indotto turistico creato dall’esperto operatore subacqueo, legato a diverse attività di ricezione e ristorazione che operano a Bosa e nel territorio.

Questo uno dei risvolti di questo sconfortante e sconcertante episodio, che nella città del Temo viene fermamente condannato. Nell’agorà reale come in quella virtuale dei social network, il coro infatti è unanime. Sulla pagina di Bosani nel Mondo, una fra le più cliccate dagli internauti locali, sull’episodio interviene in un commento il pittore bosano Mariano Chelo, che nei giorni scorsi ha mobilitato Bosa nella raccolta fondi da destinare al restauro dell’antico orologio del Corso.

«Questi sono gesti che fanno male al cuore. Vincenzo è un serio professionista, il suo contributo alla città è immenso, dà un servizio importantissimo per il turismo, studia e divulga luoghi che fanno di Bosa un posto unico per importanza naturalistica e speleologica. Non si meritava un simile gesto. Tutta la città gli si dovrebbe stringere intorno e dimostrare lo sdegno per l’episodio di cui è rimasto vittima» l’appello finale.

In verità già dai giorni scorsi, appena apparsa la notizia del raid sul nostro giornale, Vincenzo Piras è stato tempestato da tante telefonate di solidarietà, da parte di amici e semplici cittadini. Uno “tsunami” di calore umano e di civile vicinanza alla vittima, contro questa e ogni forma di violenza o stupidità distruttrice, che potrebbe rivelarsi importante per reagire.

«Il danno potrebbe mettere a rischio l’avvio della prossima stagione», aveva infatti dichiarato Piras, sconsolato per l’accaduto, ma rinfrancato però in queste ore dalla solidarietà dell’intera comunità locale, forse base per risalire la china. Ancora da interpretare la natura del gesto: un’intimidazione oppure un raid vandalico. Queste per ora le ipotesi. Dubbi che solo l’esito delle indagini dei Carabinieri potrà forse sciogliere, mentre resta ora l’incognita del futuro per una impresa che a Bosa crea lavoro e indotto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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