La Nuova Sardegna

Oristano

Campo boe a Su Pallosu: la Soprintendenza dice no

di Simonetta Selloni
Campo boe a Su Pallosu: la Soprintendenza dice no

San Vero Milis, parere negativo al progetto per una zona di ormeggio «Le motivazioni sono legate alla localizzazione dell’intervento proposto»

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SAN VERO MILIS. Quel campo boe, quella zona di ormeggio a Su Pallosu, non si deve fare. Questa è l’opinione della Soprintendenza archeologica e paesaggistica dell’area metropolitana di Cagliari e delle province di Oristano e sud Sardegna. Il parere negativo è arrivato ieri. La Soprintendenza dice no «alla realizzazione dell’intervento sia in considerazione dell’impatto, anche indotto, che la realizzazione del campo boe avrebbe rispetto alle finalità di tutela», sia per «l’alto valore archeologico ad essa connesso».

Un no che sembra inappellabile, perché il parere negativo non sembra poter cambiare con dei correttivi: «Le motivazioni del dissenso - si legge nel documento della Soprintendenza - sono fondate prevalentemente sulla localizzazione dell’intervento proposto e non consentono di fornire alcuna prescrizione o condizione per il suo superamento».

In altre parole: in quel tratto di mare il tipo di intervento proposto non si può proprio fare. Eventualmente bisognerà farlo altrove.

Il Circolo nautico Su Pallosu con sede a Riola Sardo aveva presentato un progetto per realizzare un campo boe. Aveva ottenuto dall’assessorato regionale agli Enti locali una concessione della durata di sei anni che riguarda 7mila e 200 metri quadri per realizzare 32 ormeggi per imbarcazioni. La Soprintendenza ai beni archeologici per Cagliari e Oristano aveva chiesto al Demanio chiarimenti sulla concessione. L’area interessata dal campo boe è al centro di studi archeologici perché in quel tratto di mare sarebbe stato individuato “Koracodes portus”, l’antico porto. Alla Soprintendenza ha chiesto quindi un parere l’amministrazione comunale di San Vero. Il sindaco Luigi Tedeschi aveva avviato un procedimento previsto dallo Sportello unico per le attività produttive e per l’edilizia, invitando tutti i potenziali interessati a partecipare presentando osservazioni. Perplessità erano state avanzate dal Gruppo di intervento giuridico. «Cosa potrebbe accadere - aveva scritto in una nota il portavoce Stefano Deliperi - all’ambiente marino, visto che in quei 7.200 metri quadri di specchio acqueo, in cui si vorrebbero mettere ormeggi, corpi morti sono presenti esemplari di Nacchera (Pinna Nobilis) tutelata dall’Europa. Il litorale è tutelato con vincolo di conservazione integrale».

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