La Nuova Sardegna

Oristano

Via i migranti, azzerata la squadra

Via i migranti, azzerata la squadra

Ula Tirso, trasferiti dalla struttura. Grazie a loro era rinata la società calcistica

2 MINUTI DI LETTURA





ULA TIRSO. Da ieri il centro di accoglienza straordinaria di Ula Tirso non ospita più i migranti. I 44 rifugiati alloggiati nell’agriturismo Sa Tanchitta sono stati spostati in altre strutture della provincia. Una smobilitazione improvvisa, della quale nessuno sembra avesse aveva avuto sentore e che ha destato molto stupore tra gli abitanti del piccolo centro collinare. Gli stessi amministratori comunali sono stati informati poche ore prima del trasferimento, avvenuto ieri mattina nel giro di un paio d’ore.

Sulle ragioni del provvedimento disposto dalla prefettura di Oristano non sono trapelati molti dettagli, se non quelli forniti dal massimo esponente del Governo sul territorio. «Dopo diverse proroghe di alcuni mesi abbiamo ritenuto di non rinnovare la convenzione con i gestori della struttura, in scadenza il 31 dicembre», ha spiegato Giuseppe Guetta, che non ha voluto chiarire la natura dei problemi che condizionavano la prosecuzione del rapporto di collaborazione. Fughe di notizie hanno fatto riferimento a non meglio specificate criticità, ma non è noto se si tratti di carenze legate alla struttura o di altro.

L’unico dato certo è che almeno nel prossimo futuro l’agriturismo alle porte del paese non funzionerà più come centro di accoglienza straordinaria e che gli immigrati sono stati smistati e accolti in altre strutture. Sulla destinazione la Prefettura ha voluto mantenere il massimo riserbo ma secondo fonti non ufficiali dieci richiedenti asilo sono stati mandati a Cabras, otto a Sini e ventisei a Norbello.

In poco tempo la notizia ha fatto il giro del paese, dove molti dei giovani provenienti dal Senegal, dalla Nigeria, dal Ghana, Bangladesh, Guinea-Bissau e Togo avevano cominciato a prendere contatto e confidenza con la realtà che li circondava. Per un nutrito numero di cittadini stranieri stava cominciando un percorso di integrazione reale. Un processo favorito anche dalla funzione aggregante dello sport su cui molto ha puntato la società calcistica di Ula Tirso. La polisportiva ha portato in squadra sei giocatori stranieri e nello stesso tempo ha aperto gli allenamenti a tutti i migranti, trasformando poi i tanti momenti conviviali condivisi in occasioni per intessere relazioni sociali. L’improvvisa partenza dei ragazzi ha lasciato dirigenti e giocatori locali senza parole. «Sono spiazzato e deluso – ha dichiarato ieri il presidente Dino Dessì –. Non conosco i motivi del provvedimento ma per i ragazzi è un danno. Si stavano inserendo bene, condividevamo tanti momenti, partecipavano sempre più spesso alla vita del paese e stavano facendo grandi progressi con la lingua italiana. Lasciare di punto in bianco il centro li ha destabilizzati, ho comunicato con loro fino a pochi minuti fa e avevano il morale a terra. Erano molto delusi».

Maria Antonietta Cossu

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Meteo

L’isola nella morsa del caldo africano: scatta l’allerta regionale – Ecco da quando

Le nostre iniziative