Istar, Maurizio Casu nuovo presidente «Più divulgazione»
di Roberto Petretto
Le nomine della giunta Lutzu all’Istituto di studi arborensi «La città sia grata al lavoro fatto dal direttore Mele»
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ORISTANO. Presidente dell’Istar. La reazione di molti oristanesi potrebbe essere questa: «E cos’è?». In effetti l’Istituto storico arborense è poco noto a gran parte della cittadinanza. Ed è un peccato, perché l’attività di ricerca dell’istituto è di altissimo livello. La Giunta comunale ha chiamato a guidare l’istituto Maurizio Casu, docente, studioso, un passato all’interno del museo Antiquarium Arborense, cavaliere e ex componidori della Sartiglia. Casu è stato nominato alla presidenza dell’Istar mentre i nuovi consiglieri di amministrazione saranno Roberto Picchedda e Martina Masala.
Una grande responsabilità essere alla guida dell’Istar...
«Una grandissima responsabilità di cui sono molto orgoglioso. Sono stato sempre legato all’Istar, sin dal momento della sua fondazione. Non ho perso un convegno o una pubblicazione. Credo che la città debba essere grata al direttore scientifico Giampaolo Mele per il grande lavoro fatto in questi anni».
Lei arriva in una struttura già collaudata. Quale sarà il suo approccio?
«Ancora non ci siamo visti con il direttore scientifico. So bene che con il suo lavoro ha raggiunto livelli altissimi. Nella ricerca, nella catalogazione di documenti, nei rapporti con le istituzioni. Io cercherò di dare un mio contributo».
Ha già delle idee?
«Mi piacerebbe lavorare nel campo della divulgazione. Mi piacerebbe raggiungere le scuole. Ci lavoreremo, compatibilmente con le forze dell’Istituto che non ha dipendenti e ha poche risorse».
In effetti l’Istituto, pur svolgendo un lavoro encomiabile e prezioso, è forse un po’ distante dalla città...
«Proprio su questo vorrei lavorare. Questa cosa si sente in giro. Il direttore scientifico praticamente fa tutto da solo, ribadisco: con poche risorse e senza personale. Gli sforzi in questi anni sono stati indirizzati verso il lavoro di ricerca, perché il direttore Mele ha voluto sempre tenere un livello altissimo. Cercherò di dare un contributo per avvicinare questo lavoro al grande pubblico».
Piena fiducia, quindi, all’operatore del direttore?
Spero di incontralo al più presto. La nomina è di due giorni fa e quindi non c’è stato il tempo. Il percorso inziato è importantissimo. È stato fondamentale basare tutto sul lavoro di ricerca, sui documenti. Rendere questo lavoro più vicino alla gente non significa andare contro la ricerca».
Conta sull’appoggio dell’amministrazione Lutzu?
«La mia nomina, non è un mistero, è stata sostenuta da Fortza Paris, movimento a cui sono vicino. Ma devo dire che ho sempre avuto il pieno sostegno del sindaco Andrea Lutzu. Anche in campagna elettorale mi ha sempre detto che per quel ruolo avrebbe visto bene me».
@Petretto. @RIPRODUZIONE RISERVATA
Una grande responsabilità essere alla guida dell’Istar...
«Una grandissima responsabilità di cui sono molto orgoglioso. Sono stato sempre legato all’Istar, sin dal momento della sua fondazione. Non ho perso un convegno o una pubblicazione. Credo che la città debba essere grata al direttore scientifico Giampaolo Mele per il grande lavoro fatto in questi anni».
Lei arriva in una struttura già collaudata. Quale sarà il suo approccio?
«Ancora non ci siamo visti con il direttore scientifico. So bene che con il suo lavoro ha raggiunto livelli altissimi. Nella ricerca, nella catalogazione di documenti, nei rapporti con le istituzioni. Io cercherò di dare un mio contributo».
Ha già delle idee?
«Mi piacerebbe lavorare nel campo della divulgazione. Mi piacerebbe raggiungere le scuole. Ci lavoreremo, compatibilmente con le forze dell’Istituto che non ha dipendenti e ha poche risorse».
In effetti l’Istituto, pur svolgendo un lavoro encomiabile e prezioso, è forse un po’ distante dalla città...
«Proprio su questo vorrei lavorare. Questa cosa si sente in giro. Il direttore scientifico praticamente fa tutto da solo, ribadisco: con poche risorse e senza personale. Gli sforzi in questi anni sono stati indirizzati verso il lavoro di ricerca, perché il direttore Mele ha voluto sempre tenere un livello altissimo. Cercherò di dare un contributo per avvicinare questo lavoro al grande pubblico».
Piena fiducia, quindi, all’operatore del direttore?
Spero di incontralo al più presto. La nomina è di due giorni fa e quindi non c’è stato il tempo. Il percorso inziato è importantissimo. È stato fondamentale basare tutto sul lavoro di ricerca, sui documenti. Rendere questo lavoro più vicino alla gente non significa andare contro la ricerca».
Conta sull’appoggio dell’amministrazione Lutzu?
«La mia nomina, non è un mistero, è stata sostenuta da Fortza Paris, movimento a cui sono vicino. Ma devo dire che ho sempre avuto il pieno sostegno del sindaco Andrea Lutzu. Anche in campagna elettorale mi ha sempre detto che per quel ruolo avrebbe visto bene me».
@Petretto. @RIPRODUZIONE RISERVATA
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