C’è una periferia da recuperare anche verso ovest
di Davide Pinna
Il Comune punta a un finanziamento regionale da 3 milioni Dai Giardini del San Martino sino a San Giovanni dei fiori
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ORISTANO. Dopo il piano per la riqualificazione della periferia Est di Oristano, l'obiettivo si sposta all'altro capo della città. Il comune cercherà infatti di ottenere un finanziamento regionale per il programma di riordino urbano dell'area che ha come baricentro i giardini storici di San Martino e si estende dalla chiesa campestre di San Giovanni dei Fiori fino alla parte settentrionale della zona industriale.
In ballo ci sono fino a tre milioni di euro, questa la cifra massima messa a disposizione dalla Regione nel bando per i programmi integrati di riordino urbano per le periferie, pubblicato lo scorso 20 dicembre sulla base della legge regionale numero 8 del 23 aprile 2015.
La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata per il 14 febbraio e il 15 gennaio è stato pubblicato dal Comune un avviso per le manifestazioni d'interesse da parte di tutti i soggetti che hanno proprietà nell'area, pubblici e privati, disponibili a integrare il progetto comunale con ulteriori interventi.
Gli interventi esterni non potranno essere finanziati con i fondi regionali previsti dal bando, anche se ciò, in linea teorica, non esclude altre forme di sovvenzionamento. L'area in questione, come riconosce lo stesso assessore all'urbanistica Federica Pinna, è molto vasta, ma necessità fortemente di un intervento di riqualificazione: «Siamo molto ottimisti, il progetto è bello e risolverà alcune problematica relative alla valorizzazione del territorio comunale».
Il pensiero va subito allo scheletro in cemento armato dei palazzi di via Dorando Pietri, la cui costruzione è abbandonata da anni e che, inseriti in un contesto urbano riqualificato, potrebbero trovare nuova vita.
Il riserbo sul progetto del Comune per ora è totale, ma l'area oggetto del bando lascia immaginare uno sviluppo che tenga in conto due importanti edifici storici, non di proprietà comunale, come il complesso della chiesa e del convento di San Martino - luoghi nei quali hanno avuto luogo pagine importantissime della storia del Giudicato di Arborea e che attualmente non sono del tutto valorizzati dal punto di vista dell'inserimento nel paesaggio urbano - e la chiesa di San Giovanni dei Fiori, sede del Gremio dei Contadini.
Tra le proprietà del Comune nell'area in questione c'è il complesso sportivo dello stadio comunale e del PalaTharros, già oggetto di importanti lavori di manutenzione e adeguamento, ma che potrebbero rientrare nel programma di riordino urbano; il giardinetto adiacente al Cimitero di San Pietro; il parcheggio sterrato tra il cimitero stesso e gli uffici della Questura; l'area camper antistante il campo Tharros e i due ex lavatoi pubblici addossati all'ospedale San Martino, uno da tempo in concessione alla Pro loco e l'altro abbandonato.
Cosa rientrerà nel progetto che parteciperà al bando della Regione lo si potrà sapere probabilmente solo nelle prossime settimane, l'assessore garantisce che il finanziamento regionale sarà usato al meglio delle possibilità, anche se è molto difficile che riesca a coprire tutti gli interventi di cui necessita l'area.
In ballo ci sono fino a tre milioni di euro, questa la cifra massima messa a disposizione dalla Regione nel bando per i programmi integrati di riordino urbano per le periferie, pubblicato lo scorso 20 dicembre sulla base della legge regionale numero 8 del 23 aprile 2015.
La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata per il 14 febbraio e il 15 gennaio è stato pubblicato dal Comune un avviso per le manifestazioni d'interesse da parte di tutti i soggetti che hanno proprietà nell'area, pubblici e privati, disponibili a integrare il progetto comunale con ulteriori interventi.
Gli interventi esterni non potranno essere finanziati con i fondi regionali previsti dal bando, anche se ciò, in linea teorica, non esclude altre forme di sovvenzionamento. L'area in questione, come riconosce lo stesso assessore all'urbanistica Federica Pinna, è molto vasta, ma necessità fortemente di un intervento di riqualificazione: «Siamo molto ottimisti, il progetto è bello e risolverà alcune problematica relative alla valorizzazione del territorio comunale».
Il pensiero va subito allo scheletro in cemento armato dei palazzi di via Dorando Pietri, la cui costruzione è abbandonata da anni e che, inseriti in un contesto urbano riqualificato, potrebbero trovare nuova vita.
Il riserbo sul progetto del Comune per ora è totale, ma l'area oggetto del bando lascia immaginare uno sviluppo che tenga in conto due importanti edifici storici, non di proprietà comunale, come il complesso della chiesa e del convento di San Martino - luoghi nei quali hanno avuto luogo pagine importantissime della storia del Giudicato di Arborea e che attualmente non sono del tutto valorizzati dal punto di vista dell'inserimento nel paesaggio urbano - e la chiesa di San Giovanni dei Fiori, sede del Gremio dei Contadini.
Tra le proprietà del Comune nell'area in questione c'è il complesso sportivo dello stadio comunale e del PalaTharros, già oggetto di importanti lavori di manutenzione e adeguamento, ma che potrebbero rientrare nel programma di riordino urbano; il giardinetto adiacente al Cimitero di San Pietro; il parcheggio sterrato tra il cimitero stesso e gli uffici della Questura; l'area camper antistante il campo Tharros e i due ex lavatoi pubblici addossati all'ospedale San Martino, uno da tempo in concessione alla Pro loco e l'altro abbandonato.
Cosa rientrerà nel progetto che parteciperà al bando della Regione lo si potrà sapere probabilmente solo nelle prossime settimane, l'assessore garantisce che il finanziamento regionale sarà usato al meglio delle possibilità, anche se è molto difficile che riesca a coprire tutti gli interventi di cui necessita l'area.
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