Fronte comune sui test: «Antidoping a campione»
di Enrico Carta
Accordo tra Fondazione, Comune, gremi e cavalieri sui controlli: «Non un passo in più rispetto alla legge». Bocciata la linea della questura
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ORISTANO. Solo quel che stabilisce la legge, non una virgola in più. Se gli altri nodi sono stati facili da sbrogliare, resta da sciogliere quello più ingarbugliato. La questione dei controlli antidoping per i cavalieri della Sartiglia è l’unico intoppo da qui all’11 febbraio, giorno primo della giostra. È l’unica barriera non facile da saltare che può ancora mandare gambe all’aria il carnevale più affascinante della Sardegna.
La riunione di ieri. L’incontro di ieri sera tra gli stati generali della giostra, a cui hanno partecipato il Comune, la Fondazione Sa Sartiglia, i gremi e l’associazione dei cavalieri, è servito per ricompattare il “fronte oristanese” che adesso si trova esplicitamente tutto dalla stessa parte. Sorpassate in scioltezza le tensioni dei giorni scorsi, in parte già appianate dal precedente incontro tra il sindaco Andrea Lutzu e gli stessi cavalieri e definitivamente risolte grazie ad alcune novità che riguardano il rimborso, la pista per gli allenamenti e l’assicurazione, rimane lo scoglio questura. E questura significa anche sicurezza e sicurezza significa anche affrontare il problema dei controlli antidoping. Tutti d’accordo nel farli, ma non certo d’accordo rispetto a quanto sin qui sostenuto, per ora solo a parole, dal questore Giovanni Aliquò.
L’antidoping. Il documento di ieri sera che reca le firme del presidente della Fondazione, Angelo Bresciani, dei due presidenti dei gremi, Mario Perria e Andrea Sanna, del presidente dell’associazione cavalieri Francesco Castagna e del sindaco Andrea Lutzu, è categorico e non lascia spazio a interpretazioni o a possibili ravvedimenti laddove si dice «sui controlli antidoping tutti hanno manifestato la disponibilità a eseguirli a campione come previsto dalle norme. Una posizione, quest’ultima, in linea con le norme vigenti, alle quali tutte gli attori della Sartiglia si adeguano senza alcuna esitazione». Significa che i cavalieri – l’avevano peraltro già dichiarato ripetutamente – sono pronti al rispetto dell’Ordinanza Martini che regola questo tipo di manifestazioni. Non è certo una novità, ma il problema è che il responsabile per la sicurezza, da due mesi a questa parte, è di tutt’altro avviso e anche pochi giorni fa il questore stesso aveva ribadito alla Nuova che avrebbe preteso l’estensione del controllo antidoping a tutti i cavalieri e che precedentemente alla corsa avrebbe verificato che tutti si fossero sottoposti ai test.
Che farà la questura? Se ieri tutti gli occhi erano nella sala dell’Hospitalis dove si è tenuta la riunione, adesso gli sguardi si rivolgono altrove. L’obiettivo si sposta sulla questura. Ci si chiede se si accontenterà dei prelievi a campione o se invece deciderà di andare oltre e firmare un’ordinanza con la quale imporrà il test preventivo per tutti i centoventisei cavalieri. L’ipotesi di un ulteriore passo in avanti del questore è stata presa in considerazione durante la discussione, ma nessuno ha dato segni di voler arretrare rispetto a quello che dice l’Ordinanza Martini. Bisogna capire come e se le due parti troveranno un punto d’incontro, altrimenti il rischio che non si corra rimane altissimo.
Rimborsi e assicurazione. Per le altre questioni sul tavolo non si è dovuto quasi discutere perché l’accordo è stato pressoché immediato. La fondazione ha liquidato sempre ieri 40mila euro ai cavalieri: sono una parte dei compensi dovuti a chi poi si esibisce e fa vivere la giostra. Sulla questione della pista per gli allenamenti è stato ribadito che esiste già un impegno a trovare una soluzione alternativa a quella di Corte Baccas con l’ipotesi Sa Rodia che è ritornata in auge dopo che durante la giunta Nonnis si era optato per il trasferimento nei terreni del Comune di Santa Giusta. Infine la questione delle coperture assicurative per le quali era necessario un chiarimento in merito alle clausole. La copertura è stata già estesa al periodo delle prove, fatto che mette al riparo i cavalieri da brutte sorprese in caso di infortuni e c’è l’intento di ottenere condizioni migliori. Insomma, tutto risolto tranne ciò che non poteva essere risolto ieri. Oggi è già un altro giorno. Sarà anche quello giusto per capire se la risposta sarà: «Controlli a campione? Francamente, me ne infischio»?
La riunione di ieri. L’incontro di ieri sera tra gli stati generali della giostra, a cui hanno partecipato il Comune, la Fondazione Sa Sartiglia, i gremi e l’associazione dei cavalieri, è servito per ricompattare il “fronte oristanese” che adesso si trova esplicitamente tutto dalla stessa parte. Sorpassate in scioltezza le tensioni dei giorni scorsi, in parte già appianate dal precedente incontro tra il sindaco Andrea Lutzu e gli stessi cavalieri e definitivamente risolte grazie ad alcune novità che riguardano il rimborso, la pista per gli allenamenti e l’assicurazione, rimane lo scoglio questura. E questura significa anche sicurezza e sicurezza significa anche affrontare il problema dei controlli antidoping. Tutti d’accordo nel farli, ma non certo d’accordo rispetto a quanto sin qui sostenuto, per ora solo a parole, dal questore Giovanni Aliquò.
L’antidoping. Il documento di ieri sera che reca le firme del presidente della Fondazione, Angelo Bresciani, dei due presidenti dei gremi, Mario Perria e Andrea Sanna, del presidente dell’associazione cavalieri Francesco Castagna e del sindaco Andrea Lutzu, è categorico e non lascia spazio a interpretazioni o a possibili ravvedimenti laddove si dice «sui controlli antidoping tutti hanno manifestato la disponibilità a eseguirli a campione come previsto dalle norme. Una posizione, quest’ultima, in linea con le norme vigenti, alle quali tutte gli attori della Sartiglia si adeguano senza alcuna esitazione». Significa che i cavalieri – l’avevano peraltro già dichiarato ripetutamente – sono pronti al rispetto dell’Ordinanza Martini che regola questo tipo di manifestazioni. Non è certo una novità, ma il problema è che il responsabile per la sicurezza, da due mesi a questa parte, è di tutt’altro avviso e anche pochi giorni fa il questore stesso aveva ribadito alla Nuova che avrebbe preteso l’estensione del controllo antidoping a tutti i cavalieri e che precedentemente alla corsa avrebbe verificato che tutti si fossero sottoposti ai test.
Che farà la questura? Se ieri tutti gli occhi erano nella sala dell’Hospitalis dove si è tenuta la riunione, adesso gli sguardi si rivolgono altrove. L’obiettivo si sposta sulla questura. Ci si chiede se si accontenterà dei prelievi a campione o se invece deciderà di andare oltre e firmare un’ordinanza con la quale imporrà il test preventivo per tutti i centoventisei cavalieri. L’ipotesi di un ulteriore passo in avanti del questore è stata presa in considerazione durante la discussione, ma nessuno ha dato segni di voler arretrare rispetto a quello che dice l’Ordinanza Martini. Bisogna capire come e se le due parti troveranno un punto d’incontro, altrimenti il rischio che non si corra rimane altissimo.
Rimborsi e assicurazione. Per le altre questioni sul tavolo non si è dovuto quasi discutere perché l’accordo è stato pressoché immediato. La fondazione ha liquidato sempre ieri 40mila euro ai cavalieri: sono una parte dei compensi dovuti a chi poi si esibisce e fa vivere la giostra. Sulla questione della pista per gli allenamenti è stato ribadito che esiste già un impegno a trovare una soluzione alternativa a quella di Corte Baccas con l’ipotesi Sa Rodia che è ritornata in auge dopo che durante la giunta Nonnis si era optato per il trasferimento nei terreni del Comune di Santa Giusta. Infine la questione delle coperture assicurative per le quali era necessario un chiarimento in merito alle clausole. La copertura è stata già estesa al periodo delle prove, fatto che mette al riparo i cavalieri da brutte sorprese in caso di infortuni e c’è l’intento di ottenere condizioni migliori. Insomma, tutto risolto tranne ciò che non poteva essere risolto ieri. Oggi è già un altro giorno. Sarà anche quello giusto per capire se la risposta sarà: «Controlli a campione? Francamente, me ne infischio»?
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