Se il lupo cattivo si affaccia da un pc Un corso per ragazzi
di Piero Marongiu
L’associazione Anteas promuove incontri con i giovani Obiettivo: spiegare i rischi della rete e dell’iperconnessione
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ORISTANO. I rischi derivanti dall’utilizzo smodato delle nuove tecnologie, che da un lato consentono di essere sempre connessi a internet, dall’altro molto spesso diventano terreni di caccia per personaggi privi di scrupoli sempre alla ricerca di soggetti deboli verso i quali portare a termine azioni poco piacevoli. E le vittime più frequenti sono i più giovani, quasi sempre inconsapevoli dei gravissimi rischi che si annidano nella rete. Partendo da quei rischi, Anteas (Associazione Nazionale tutte le età attive per la Solidarietà, nata in seno alla Federazione Nazionale pensionati della Cisl), presieduta da Graziella Cremascoli, con il portavoce Massimo Murtas e la segretaria generale della Fnp Cisl Annarita Careddu, ieri mattina ha presentato un progetto, denominato “Attenti al lupo” (uno slogan molto efficace coniato dal video operatore oristanese Maurizio Abis, che raffigura un bambino inseguito da uno Smartphone) rivolto alle scuole della provincia, che si propone di sensibilizzare i più giovani, e soprattutto i loro genitori, a un uso consapevole e attento del cellulare. La cronaca è piena di fatti che coinvolgono minori, adescati da pedofili, o vittime dell’azione dei bulli. «Vogliamo dare il nostro contributo, di informazione e di supporto a quanti si rivolgeranno a noi per ricevere aiuto – ha detto Graziella Cremascoli, illustrando l’iniziativa –. Quando abbiamo proposto il progetto alle scuole, la risposta è stata positiva oltre ogni aspettativa. Tant’è che, nel breve periodo, difficilmente riusciremo ad andare in tutti i plessi scolastici». A parlare agli studenti dei pericoli che si annidano in rete, sarà il tecnico informatico Francesco Mocci Demartis. «Oggi i ragazzi sono connessi 24 su 24 - spiega Mocci Demartis - e molto spesso i genitori non se ne preoccupano abbastanza. Vivere costantemente connessi può causare danni molto seri anche alla salute dei giovani, quella fisica e quella mentale. Non è raro infatti che molti ne diventino dipendenti. Un sondaggio condotto negli Stati Uniti su un campione di ragazzi, denominato Smartphone o Osso, cioè: “preferiresti farti rompere un osso o rinunciare allo Smartphone”, ha dimostrato che il 48 per cento degli intervistati ha dichiarato di preferire rompersi un osso piuttosto che rinunciare al telefonino». L’obiettivo di Anteas è quello di arrivare a quanti più giovani possibile, ma soprattutto ai loro genitori, sensibilizzandoli circa i gravi pericoli a cui i loro figli sono esposti. «Tutto quello che viene postato in rete – aggiunge Mocci Demartis – rimane per sempre. Cancellare è impossibile. Ecco perché è importantissimo che i ragazzi siano consapevoli delle conseguenze delle loro azioni».
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