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Oristano

A Laconi un progetto per “Su Dominariu”

A Laconi un progetto per “Su Dominariu”

Il complesso, ora in decadenza, era di Laore: vi si allevavano fino a 600 cavalli. Il Comune lo rilancerà

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LACONI. Inizia a prendere forma il progetto “Su Dominariu 2.0”. L’Ufficio tecnico del Comune ha pubblicato la determinazione a contrattare per l’ affidamento dei servizi tecnici di ingegneria e architettura per la progettazione e direzione dei lavori di un’opera destinata al "recupero, riqualificazione e rifunzionalizzazione del complesso edilizio di Su Dominariu”.

Il complesso si trova nella borgata cittadina di Santa Sofia; si tratta di recuperare i fabbricati di un’ antica azienda agraria dismessa che, fino agli anni ’70, hanno ospitato le colonie estive scolastiche e che, ormai da circa mezzo secolo, sono in totale abbandono.

La scorsa estate il Comune, che due anni prima aveva ottenuto un finanziamento regionale su fondi europei di 2 milioni e 800mila euro per il recupero della struttura, ha sottoscritto con la Regione il contratto di comodato d’uso gratuito dell’immobile, proprietà di Laore, per la durata di 25 anni.

Una storia importante che testimonia l’imponenza del complesso il cui pessimo stato di conservazione era persino finito nell’elenco del sito “Sardegna abbandonata”; nell’azienda, infatti, venivano allevati, fino a metà del secolo scorso, cavalli destinati alla cavalleria regia.

Parte di “Su Dominariu” è stato costruito tra il 1918 -1920 dall’Istituto dei Fondi Rustici “Is Milanesos” e, oltre alla palazzina sede della direzione, comprendeva stalle, masserie e abitazioni, il tutto compreso in un quadrilatero recintato di circa 8mila metri quadri, che era il cuore pulsante di un’ azienda modello dove si allevavano 600 cavalli, centinaia di vacche e capre.

L’intento del progetto dell’aministrazione è quello di recuperare la struttura per restituirla alla comunità, essendo un importante luogo storico, anche se si tratta di un recupero di un complesso edilizio di grandi dimensioni e in forte stato di degrado.

Il risultato finale sarà la creazione di una struttura multifunzionale, con aree standard destinate a centro di promozione delle produzioni locali e zonali e altre destinate all’accoglienza di soggetti a rischio emarginazione.

Un progetto importante e ambizioso ancora in fase embrionale, ma che, in qualche modo, legittima nella comunità l’aspettativa di una ricaduta economica, soprattutto per quanto riguarda la promozione delle produzioni locali e la possibilità che si possano creare anche nuovi posti di lavoro.

Ivana Fulghesu

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