Fulmine dentro casa: una coppia di Bosa in preda al terrore
di Alessandro Farina
Salvatore Arcai: «Sembrava fosse caduta una bomba» Il temporale di venerdì ha creato danni a decine di abitazioni
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BOSA. Un lampo accecante, poi un forte boato e tanta paura per gli abitanti degli appartamenti di una storica palazzina del Corso Vittorio Emanuele. Gli esiti di una saetta che ha colpito la zona nella notte di venerdì scorso ha provocato danni ingenti, ma fortunatamente nessun ferito. Salvatore Arcai di 78 anni stava guardando la televisione, mentre sua moglie Maria di 77 anni era a letto, intorno alle 22.20 del 2 febbraio. «Ad un certo punto dalla finestra ho visto il cielo che si illuminava a giorno, poi un boato ha scosso la casa. La televisione si è spenta ed è saltato l’impianto elettrico, la casa è rimasta al buio mentre un riverbero di luce attraversava il pavimento. Mi sono subito preoccupato delle condizioni di mia moglie, che dormiva nella stanza vicina – racconta il pensionato, ancora sotto shock per la tremenda esperienza – ho sentito un boato e poi il letto ha traballato, sembrava una bomba», spiega la signora Maria, anche lei ancora spaventata. Nello stabile al numero 14 del Corso Vittorio Emanuele, sul lato est a due passi dalla Cattedrale di Bosa, la conta dei danni è pesante. Negli appartamenti tutte le televisioni non funzionano, gli impianti elettrici sono da revisionare, il citofono è muto e l’ascensore inutilizzabile. Danni anche nelle case vicine, dove tv e computer non si accendono più. Il costo della caduta dl fulmine ammonterà a diverse migliaia di euro. A questo c’è da aggiungere la paura vissuta dagli abitanti. «Fino ad una decina di anni fa era operativo il parafulmine del campanile della Cattedrale, che è il punto più alto in questa zona, ma non so se sia ancora operativo – racconta Salvatore Arcai dalla sua casa all’ultimo piano del numero 14 del Corso Vittorio Emanuele – in una stanza al piano superiore della cucina, dove il pensionato stava guardando la televisione venerdì sera, si vedono i segni del passaggio del fulmine, o di una sua diramazione, che ha bruciato anche fili elettrici e lampadine, con segni anche sulla muratura.
In alcuni punti è venuto giù l’intonaco. La notte del primo febbraio a Bosa Marina una tromba d’aria aveva investito la zona del Lungomare, con danni al locale La Bussola ed alle case vacanza della struttura stimati in 15mila euro.
In alcuni punti è venuto giù l’intonaco. La notte del primo febbraio a Bosa Marina una tromba d’aria aveva investito la zona del Lungomare, con danni al locale La Bussola ed alle case vacanza della struttura stimati in 15mila euro.
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