Il Consiglio chiama il ministero

Il caso Sartiglia finisce a Roma. Primo passo in previsione della causa

ORISTANO. Il documento arriva nel bel mezzo della notte. Ha la firma dell’intero consiglio comunale e segna un altro passo in avanti verso l’infiocchettamento della causa per risarcimento danni che verrà intentata contro il questore Giovanni Aliquò e di cui nell’aria si avverte già la presenza. Così, mentre in questura si gioca un’altra partita che sfiora a sua volta le aule giudiziarie a parti invertite rispetto all’altra, il mondo della politica prende posizione e lo fa con poche righe che sono il riassunto di un consiglio comunale in cui nessuno ha provato a volare alto e a portare la Sartiglia fuori dalla dimensione strettamente contingente degli ultimi episodi.

Così da una discussione che si è soffermata solamente sulle dinamiche che hanno portato alla protesta dei cavalieri nella domenica del gremio di San Giovanni, è uscito un documento che si occupa esclusivamente dell’imbarcata che la manifestazione ha preso dopo la disputa plurisettimanale proprio con il questore sulle norme per la sicurezza e l’ordine pubblico.

Ieri mattina il sindaco Andrea Lutzu ha ringraziato tutti i consiglieri comunali per la solidarietà e la compattezza mostrata nel difendere la giostra e quindi la città che in essa vede il suo simbolo. «Questa compattezza darà maggior credibilità all’azione che eventualmente il Comune deciderà di intraprendere», ha detto il primo cittadino. Il documento fa prima di tutto riferimento allo spirito di gruppo che ha unito maggioranza e opposizione: «avendo unanimemente ritenuto che l’immagine della città e della Sartiglia abbia subito un forte danno che potrebbe avere ripercussioni in diversi ambiti di interesse».

E poi così si conclude: «Il consiglio comunale ritiene di impegnare il sindaco, la giunta, e lo stesso consiglio comunale ad intraprendere un’indagine conoscitiva anche presso il Ministero dell’Interno, del Coni, della Fise al fine di valutare se si siano verificate situazioni che abbiano esulato il dettato normativo e ogni opportuna regola etica e consuetudinaria, tali da contribuire a causare i disagi patiti nel corso della manifestazione e nelle fasi successive, impegnando l’amministrazione comunale a deliberare in ordine all’opportunità di intraprendere ulteriori azioni a tutela dell’ente e della tradizionale storica manifestazione, patrimonio culturare della Sardegna e dell’Italia».

Inizia insomma la fase della raccolta di informazioni che farà da preludio a quel che ancora nessuno, all’interno delle sale del Comune, pronuncia ufficialmente. «Penso che una conferenza dei capigruppo sia la soluzione migliore per decidere il da farsi», ha concluso il sindaco. (e.c.)

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