Torregrande, vince il degrado
di Simonetta Selloni
La marina del capoluogo si presenta con marciapiedi e strade impraticabili e spazzatura non ritirata
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ORISTANO. Saranno pure vicini alla conclusione, i lavori nell’Area Grandi eventi di Torregrande, che dovrebbe ospitare spettacoli in grado di accogliere 10mila visitatori. Gestirla e valorizzarla, negli intendimenti della giunta guidata da Andrea Lutzu, dovrebbe essere materia di un bando unico che comprende anche l’ex Campeggio comunale rivolto ai privati, come è specificato in una delibera di qualche giorno fa.
Al di là dei problemi che questo progetto dovrà affrontare – i lavori nell’Area non sono conclusi e alcune strutture dell’ex campeggio sono ancora occupate abusivamente da alcune famiglie di senzatetto – c’è un problema complessivo di agibilità dell’intera borgata. Valorizzarla sembra una mission impossible. Basta andare a dare uno sguardo del degrado documentato efficacemente dal reportage fotografico che il nostro Francesco Pinna ha fatto ieri. Iniziando dai marciapiedi, distrutti, bene che vada. Mattonelle sollevate, rotte, che caratterizzano tutto il lungomare. Più che percorsi per amabili passeggiate di oristanesi e visitatori, veri e propri inciampi pericolosi. Questo tralasciando il decoro di quello che dovrebbe essere il salotto di Torregrande.
Il capitolo spazzatura è altrettante imbarazzante. Rifiuti con cestini che traboccano – lì da giorni e giorni –. Residui di carciofi puliti e abbandonati nella cassettina, la zona davanti all’area fitness che invoglia tutto meno che a pratiche salutiste. Un uccello morto sotto una panchina che nessuno ha portato via. Meglio non parlare di aiuole, abbandonate, tra erbacce e rifiuti che impietosamente non vengono rimossi. Inutile dire che il vento ci ha messo del suo. Ma ha aggiunto un tocco di natura a quello che la mano dell’uomo ha fatto. Anzi, non ha fatto: rimuovere le cartacce, ad esempio.
Ci sono altre pecche. Non sanabili con una operazione straordinaria (e ci si auspica veloce) di pulizia. Le strade sono sconnesse, in alcuni punti manca anche l’asfalto, sembra rimosso per interventi sulla rete idrica e mai ripristinato. C’è anche un parcheggio per disabili che esibisce un cratere laddove chi ha difficoltà a deambulare (si presume) rischia di finire irrimediabilmente imprigionato. La sicurezza latita anche nelle centraline dell’Enel. Sono aperte, serrature scardinate e apparecchiature accessibili a chiunque. La questione è stata già segnalata, ma nessuno è ancora intervenuto. Eppure la mancanza delle condizioni di sicurezza prefigura una pericolosità a portata di mano per sprovveduti e bambini, per fare un esempio.
Infine, un altro regalo del vento. Gli ombrelloni di canne di un chiosco vicino alla Torre divelti e abbandonati. Una tristezza in questo borgata che l’incuria tinge di grigio.
Al di là dei problemi che questo progetto dovrà affrontare – i lavori nell’Area non sono conclusi e alcune strutture dell’ex campeggio sono ancora occupate abusivamente da alcune famiglie di senzatetto – c’è un problema complessivo di agibilità dell’intera borgata. Valorizzarla sembra una mission impossible. Basta andare a dare uno sguardo del degrado documentato efficacemente dal reportage fotografico che il nostro Francesco Pinna ha fatto ieri. Iniziando dai marciapiedi, distrutti, bene che vada. Mattonelle sollevate, rotte, che caratterizzano tutto il lungomare. Più che percorsi per amabili passeggiate di oristanesi e visitatori, veri e propri inciampi pericolosi. Questo tralasciando il decoro di quello che dovrebbe essere il salotto di Torregrande.
Il capitolo spazzatura è altrettante imbarazzante. Rifiuti con cestini che traboccano – lì da giorni e giorni –. Residui di carciofi puliti e abbandonati nella cassettina, la zona davanti all’area fitness che invoglia tutto meno che a pratiche salutiste. Un uccello morto sotto una panchina che nessuno ha portato via. Meglio non parlare di aiuole, abbandonate, tra erbacce e rifiuti che impietosamente non vengono rimossi. Inutile dire che il vento ci ha messo del suo. Ma ha aggiunto un tocco di natura a quello che la mano dell’uomo ha fatto. Anzi, non ha fatto: rimuovere le cartacce, ad esempio.
Ci sono altre pecche. Non sanabili con una operazione straordinaria (e ci si auspica veloce) di pulizia. Le strade sono sconnesse, in alcuni punti manca anche l’asfalto, sembra rimosso per interventi sulla rete idrica e mai ripristinato. C’è anche un parcheggio per disabili che esibisce un cratere laddove chi ha difficoltà a deambulare (si presume) rischia di finire irrimediabilmente imprigionato. La sicurezza latita anche nelle centraline dell’Enel. Sono aperte, serrature scardinate e apparecchiature accessibili a chiunque. La questione è stata già segnalata, ma nessuno è ancora intervenuto. Eppure la mancanza delle condizioni di sicurezza prefigura una pericolosità a portata di mano per sprovveduti e bambini, per fare un esempio.
Infine, un altro regalo del vento. Gli ombrelloni di canne di un chiosco vicino alla Torre divelti e abbandonati. Una tristezza in questo borgata che l’incuria tinge di grigio.
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