Ausilii sanitari in ritardo: l’azienda nega e si difende
di Michela Cuccu
La ditta che si è aggiudicata l’appalto per l’intera isola rispetterebbe i tempi «Con il riciclo abbiamo fatto risparmiare milioni all’Ats, creando nuovi occupati»
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ORISTANO. «Abbiamo sempre garantito il servizio nel rispetto del contratto. Le consegne, a domicilio, degli ausili avvengono mediamente entro due o tre giorni dalla richiesta, contro il massimo di cinque fissato dal Capitolato». Dopo le denunce, la Home Care Solutions ha deciso di rompere il silenzio. L’azienda toscana che si è aggiudicata l’appalto quadriennale della Regione da 13 milioni di euro per le forniture ortoprotesiche, è al centro di proteste e critiche da parte di altre aziende del settore e da associazioni dei disabili che hanno presentato un esposto alle Procure della Repubblica di mezza Sardegna per presunte inadempienze. La Federazione italiana degli operatori in tecniche protesiche, ha chiesto che la magistratura indaghi su due precise ipotesi di reato: frode in pubbliche forniture e esercizio abusivo della professione di tecnico ortopedico. Negli esposti si parla di «tempi di consegna biblici, assenza nelle fasi di consegna del tecnico ortopedico, consegna di ausili e presidi ortopedici senza imballo e spesso sporchi, mancata sanificazione degli ausili usati e medici prescrittori esclusi dal collaudo obbligatorio». Nicola Marzella, amministratore della Home Care Solutions, respinge ogni accusa. «Nel 2017 sono stati ritirati, sanificati e riparati oltre 24mila ausili e ne sono stati consegnati ai pazienti, su richiesta dei distretti Asl, oltre 16mila – dice – al cospetto di detti quantitativi è fisiologico incappare in potenziali ed isolati micro inadempimenti, per altro immediatamente risolti con soddisfazione del cliente. Ci occupiamo da anni del riciclo degli ausili che per la prima volta, è stata attivata in Sardegna. In questo modo la Ats Sardegna ha risparmiato e perfezionato il servizio». L’amministratore spiega che solo per i materassini antidecubito e i letti, nel corso del primo anno dell’appalto, con il sistema del riciclo degli ausili usati siano stati risparmiati quasi un milione di euro». L’azienda toscana si difende anche dalle accuse mosse dalle società sarde che hanno lamentato il crollo dei fatturati e, di conseguenza la cancellazione di 20 posti di lavoro. «La nostra azienda – afferma Marzella– in un anno ha assunto 20 lavoratori residenti sul territorio».
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