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Oristano

Bosa, dopo gli allagamenti il ritorno alla normalità

di Alessandro Farina
Bosa, dopo gli allagamenti il ritorno alla normalità

Qualche detrito nel canale tombato, ma nessuna ostruzione che frenasse l’acqua La Confcommercio chiede lo stop ai tributi per i danneggiati dalla piena 

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BOSA. Restano l’emergenza e mille incombenze, dopo le due giornate di allagamenti del 4 e 5 maggio nella città del Temo. Centro comunale di protezione civile ancora aperto (ieri fino alle 24 l’allerta era ancora Gialla), ispezione dei canali di deflusso delle acque collinari al fiume, verifica del canale tombato di via Lamarmora, pulizia di strade e marciapiede dal fango, verifica di eventuali danni alla viabilità rurale, alcuni dei compiti di amministratori, tecnici e operai comunali, Vigili urbani, sezione Fluviale della Croce Rossa.

In diversi esercizi ancora si lavora per poter riaprire battenti, in particolare dopo l’allagamento di sabato pomeriggio. L’impegno della amministrazione non manca. Ci sono da tenere i contatti con la Regione, bisogna lavorare per cercare di riaprire al traffico la Bosa-Alghero, ancora chiusa, e mettere in sicurezza la Bosa-Montresta, unica strada di collegamento con l’aeroporto di Fertilia, che si affronta a senso unico alternato per uno smottamento.

Le prime verifiche nel canale tombato di via Lamarmora hanno dato esito negativo: nessun ostacolo alla corsa dell’acqua verso il fiume è stato ritrovato. Probabilmente quindi il canale non ha retto, ancora una volta dopo gli episodi del 1986 e del 2005, alla portata del muro d’acqua dei torrenti Su Codulanu e S’Aladerru. Unico ritrovamento una vecchia bicicletta e quella che sembra una piccola tenda, vicino all’imboccatura, che comunque non avrebbero creato alcun problema al deflusso delle acque al fiume. Per avere un più chiaro quadro della situazione sarà però necessario attendere una video ispezione, che scandaglierà l’intero percorso del lungo e problematico cunicolo.

I lavori per il nuovo canale procedono a rilento: non è stata definita neppure la fase di approvazione del progetto preliminare, dopo gli intoppi politici e di quorum degli anni scorsi in consiglio comunale. «La Regione ci ha assicurato che sul progetto di deviazione delle acque di S’Aladerru a est nelle prossime ore sarà firmato il decreto per la nomina del commissario ad acta. Stiamo aspettando», riferisce il sindaco Luigi Mastino. Il primo cittadino sull’ipotesi di un tavolo permanente di lavoro allargato a tutte le forze politiche, proposta dal Psd’Az in tema di difesa idrogeologica, chiude le porte. Viceversa è ufficiale la richiesta alla Regione dello stato di calamità naturale. «Chiediamo il supporto a tutte le forze politiche», spiega il sindaco che si dichiara possibilista, «previa verifica», sulla proposta di Confcommercio avanzata dal responsabile locale Vincenzo Vadilonga che ha chiesto di sospendere ogni forma di imposizione locale per coloro che hanno subito danni assicurando sostegno in tutte le sedi.

Superate le ore di massima emergenza, intanto, emergono alcuni episodi del difficile pomeriggio del 5 maggio. Il mezzo della Croce Rossa in perlustrazione in via Lamarmora, nel pieno dell’esondazione delle 14, è riuscito a scortare un pullman di turisti in arrivo da Alghero, dall’incrocio con via Marconi fino alla salita di via Garibaldi. Angelo Piga, in muta e cappuccio da sub, ha aiutato un anziano in difficoltà nella via Lamarmora, prima di dirigersi al Corso e iniziare a sollevare i tombini, permettendo un più celere deflusso delle acque.

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