Scontro politico sul Consorzio
di Simonetta Selloni
Dal consigliere regionale Dedoni dure accuse al commissario Abis che minaccia querele
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ORISTANO. Il bilancio del Consorzio di bonifica dell’Oristanese annullato dal Servizio programmazione e governance dello sviluppo rurale dell’assessorato regionale all’Agricoltura. Questo è il presupposto in base al quale il capogruppo dei Riformatori in Consiglio regionale Attilio Dedoni chiede la testa del commissario dell’ente, Andrea Abis, alla Giunta regionale. Lo fa, Dedoni, con un documento di gravi censure all’operato di Abis, accusato tra le altre cose di aver “percepito, per lo svolgimento delle proprie funzioni, indennità non dovutegli”. A stretto giro di posta la replica di Andrea Abis: punto su punto rispetto ai rilievi mossi, con una premessa e una puntualizzazione. La premessa: «Me l’aspettavo, era nel conto, il consigliere Dedoni ha fatto partire la campagna elettorale a Cabras, ma lo ha fatto nel modo peggiore, affidandosi all’arma della delegittimazione». Il riferimento è al fatto che Abis sia candidato alla carica di sindaco a Cabras, dove in corsa c’è anche un fedelissimo di Dedoni, Antonello Manca, esponente dei Riformatori. La puntualizzazione segue la spiegazione rispetto alle accuse mosse da Dedoni: «Ho dato mandato ai legali di verificare gli eventuali estremi di reato e procedere di conseguenza nei confronti del consigliere Dedoni»
La gestione del Consorzio di Bonifica diventa terreno di scontro in vista delle elezioni di Cabras. Dedoni anche di recente ha attaccato la gestione del Consorzio da parte di Abis. Lo stop al bilancio presentato il 21 marzo è arrivato da una determina il dirigente del Servizio, Federico Ferrarese Ceruti. La ragione, dice Dedoni, è che il bilancio “non rappresenta in modo corretto e veritiero la situazione contabile dell’Ente”.
Dito puntato anche sull’utilizzo di un contributo regionale di 3 milioni e mezzo di euro, e su un progetto per la realizzazione di “un tratto di condotta irrigua destinato a servire i terreni di una sola azienda agricola, di grandi dimensioni”. Abis finisce sotto accusa per aver organizzato un evento pubblico per pubblicizzare il bilancio e il rendiconto sociale 2017. Ancora: a detta di Dedoni, gran parte dei fatti citati riguarda “in via principale, seppure non esclusiva, l’agro di Cabras, Comune nel quale il commissario straordinario risulta candidato alla carica di sindaco”. La bocciatura del bilancio, conclude Dedoni, porterà al blocco di tutte le attività, compresa la stagione irrigua. Ma l’accusa forse più pesante riguarda certamente la presunta percezione di indennità non dovute.
La risposta di Abis: «È tutto riportato e ben conosciuto sia dall’Assessore regionale che dalle associazioni di categoria e dei consorziati. Fin dall’insediamento ho lavorato per riparare la disastrosa condizione finanziaria del consorzio e ristabilirne l’operatività e il giusto metro di legalità nei confronti dell’utenza». Le criticità rilevate «tra le quali i tecnicismi relativi all’approvazione del bilancio 2018, sono legati alla grande complessità dell’operazione di risanamento che, sia chiaro, è già in essere nei numeri positivi delle entrate e dei saldi contabili, ma che non ha ancora trovato risposta nella formalità giuridica definitiva». L’annullamento del documento di previsione è la conseguenza della bocciatura del riaccertamento di bilancio, contro la quale Abis ha proposto ricorso gerarchico alla Direzione generale dell’assessorato all’Agricoltura. Ora interviene l’attacco di Dedoni, con insinuazioni di eccezionale gravità sull’operato del commissario il cui operato, va detto, ha finora evitato il tracollo di un Consorzio gravato da un’eredità di pesantissimi debiti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La gestione del Consorzio di Bonifica diventa terreno di scontro in vista delle elezioni di Cabras. Dedoni anche di recente ha attaccato la gestione del Consorzio da parte di Abis. Lo stop al bilancio presentato il 21 marzo è arrivato da una determina il dirigente del Servizio, Federico Ferrarese Ceruti. La ragione, dice Dedoni, è che il bilancio “non rappresenta in modo corretto e veritiero la situazione contabile dell’Ente”.
Dito puntato anche sull’utilizzo di un contributo regionale di 3 milioni e mezzo di euro, e su un progetto per la realizzazione di “un tratto di condotta irrigua destinato a servire i terreni di una sola azienda agricola, di grandi dimensioni”. Abis finisce sotto accusa per aver organizzato un evento pubblico per pubblicizzare il bilancio e il rendiconto sociale 2017. Ancora: a detta di Dedoni, gran parte dei fatti citati riguarda “in via principale, seppure non esclusiva, l’agro di Cabras, Comune nel quale il commissario straordinario risulta candidato alla carica di sindaco”. La bocciatura del bilancio, conclude Dedoni, porterà al blocco di tutte le attività, compresa la stagione irrigua. Ma l’accusa forse più pesante riguarda certamente la presunta percezione di indennità non dovute.
La risposta di Abis: «È tutto riportato e ben conosciuto sia dall’Assessore regionale che dalle associazioni di categoria e dei consorziati. Fin dall’insediamento ho lavorato per riparare la disastrosa condizione finanziaria del consorzio e ristabilirne l’operatività e il giusto metro di legalità nei confronti dell’utenza». Le criticità rilevate «tra le quali i tecnicismi relativi all’approvazione del bilancio 2018, sono legati alla grande complessità dell’operazione di risanamento che, sia chiaro, è già in essere nei numeri positivi delle entrate e dei saldi contabili, ma che non ha ancora trovato risposta nella formalità giuridica definitiva». L’annullamento del documento di previsione è la conseguenza della bocciatura del riaccertamento di bilancio, contro la quale Abis ha proposto ricorso gerarchico alla Direzione generale dell’assessorato all’Agricoltura. Ora interviene l’attacco di Dedoni, con insinuazioni di eccezionale gravità sull’operato del commissario il cui operato, va detto, ha finora evitato il tracollo di un Consorzio gravato da un’eredità di pesantissimi debiti.
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