L’Inps va a rilento Un anno di attesa per tfr e mensilità

Due ex lavoratori attendono i denari dal fondo di garanzia L’Istituto a dicembre aveva assicurato sulla liquidazione

ORISTANO. Ufficio che vai, ritardo che trovi; per lo meno presso la sede Inps di Oristano. Questa volta l'ufficio a rilento sembrerebbe quello di riferimento per le “prestazioni estemporanee” mentre il ritardo accumulato, quantomeno da alcune pratiche, è di circa dodici mesi. Quasi un anno per l'erogazione del fondo di garanzia e di crediti retributivi a dei lavoratori che hanno perso il lavoro, e che ora aspettano gli ultimi tre stipendi e il trattamento di fine rapporto per un valore compreso tra i dieci e i tredici mila euro, a testa.

Dopo i ritardi, dai tre ai sei mesi, nella lavorazione delle pratiche del "Bonus asilo nido" e altre agevolazioni, ufficiosamente giustificati con l'assenza per malattia della dipendente competente, ora altre segnalazioni ne mettono in luce di nuovi. Questa volta ancora più importanti visto che sono quasi i dodici i mesi di attesa per l'erogazione di un sussidio che l'Inps dovrebbe anticipare in caso di insolvenza del datore di lavoro ad un dipendente che ha cessato il rapporto di lavoro senza aver ricevuto tutti gli oneri remunerativi. Ancora una volta i sussidi statali, ormai troppo spesso ad Oristano, non sembrano agevolare più di tanto. A raccontare la vicenda sono due giovani dell'oristanese, ex lavoratori per un'azienda di vigilanza che ha abbassato le serrande a fine 2016. I due dipendenti, prima che l'azienda dichiarasse fallimento, avevano deciso di dimettersi per giusta causa, visto che da un po' di tempo mancavano all'appello i compensi pattuiti. A metà giugno 2017 hanno presentato la richiesta di adesione al fondo di garanzia nel tentativo di recuperare in tempi brevi le tre mensilità arretrate e il trattamento di fine rapporto. Totale ventitremila euro in due, al momento ancora da riscuotere. «A ottobre – raccontano – non vedendo risposta, ci siamo presentati di persona all'Inps, e ci hanno detto che mancavano alcuni documenti. Il 5 dicembre abbiamo integrato la richiesta e parlato con il responsabile, che ci aveva assicurato che passate le feste avrebbero lavorato le pratiche ed erogato i soldi». La procedura quindi sembrerebbe non cambiare: si presenta la domanda e poi si aspetta, quasi mai si viene informati che mancano dei documenti, bensì lo si scopre presentandosi personalmente agli sportelli. Dal momento dell'integrazione documentale all'avere una risposta sulla propria pratica (passare direttamente all'erogazione dei fondi sarebbe evidentemente troppo ottimistico), nel mezzo, ci sono quasi sempre una miriade di solleciti tramite call-center dell'Istituto di previdenza e alcune visite presso gli sportelli della sede di via Petri. «A febbraio mi hanno detto che entro quindici giorni avrebbero erogato i fondi – racconta uno dei due ex dipendenti –; ovviamente così non è stato. Mi sono ripresentato agli uffici ma da allora non mi ha più ricevuto nessuno». In attesa che qualche ufficio a rilento ingrani una marcia più spedita, almeno una nota positiva c'è stata: alcune mamme hanno fatto sapere che le loro pratiche per il Bonus asilo nido, poco dopo la pubblicazione del precedente articolo, sono state sbloccate. Quando si dice il tempismo.

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