Bosa, un’antica anfora impigliata tra le reti

L’ha trovata l’equipaggio del motopesca Carmine, avvisate Soprintendenza e Guardia costiera

BOSA. Il mare di Bosa regala un altro dei suoi tesori antichi. L’equipaggio del motopesca Carmine, salpando ieri le reti, pensava forse di issare a bordo un grosso pesce, e invece si è ritrovato tra le mani un antico reperto archeologico, in ottimo stato di conservazione anche se avvolto dalle incrostazioni marine. Un’anfora di circa ottanta centimetri d’altezza, che adesso dovranno valutare gli esperti della Soprintendenza archeologica di Cagliari. Il comandante del Carmine ha subito allertato l’Ufficio circondariale marittimo di Bosa, che ha dato via radio indicazioni sul da farsi. Innanzi tutto geolocalizzare il ritrovamento e poi fare rientro in porto con il reperto. L’anfora si trova ora negli uffici della Guardia costiera, ben custodita e adeguatamente conservata in base alle indicazioni fornite dal responsabile di zona della Soprintendenza. «L'attività svolta è l'esempio dell'impegno continuo a favore della tutela e della conservazione del patrimonio archeologico presente in mare, che rappresenta uno dei compiti istituzionali a cui le Capitanerie di Porto prestano massima attenzione» afferma il tenente di vascello Francesco Bernardi. L’ufficiale sottolinea il valore e la sensibilità dei pescatori di Bosa: «Il comportamento esemplare e lodevole tenuto dalla marineria contribuisce ad arricchire il bagaglio storico nazionale, verso cui tutti i cittadini dovrebbero avererispetto» conclude Francesco Bernardi.



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