Nell’ex palazzo Enel alloggi per i più deboli
di Davide Pinna
Il cambio di destinazione d’uso è ora affidato a una conferenza dei servizi In piazza Giovanni Paolo II un immobile destinato a persone non autosufficienti
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ORISTANO. Forse avrà una nuova vita il palazzo di piazza Giovanni Paolo II, davanti all'episcopio, che una volta ospitava gli uffici dell’Enel.
Abbandonato da anni, con uno striscione VENDESI che in molti credevano che non sarebbe mai sparito, viste le dimensioni e la posizione dell'edificio, il palazzo è adesso al centro di una conferenza di servizi per la valutazione del cambio di destinazione d'uso.
Da locale per uffici dovrebbe ospitare alcune case protette, operazione che richiede naturalmente opere di adeguamento del fabbricato e che però potrebbe avere qualche incompatibilità con il Piano Particolareggiato del Centro Storico.
Il futuro del grande palazzo dunque potrebbe vederlo ospitare una struttura residenziale per persone non autosufficienti e che necessitano di continua assistenza, che secondo le linee guida della Regione non può avere più di 30 posti letto e deve garantire una continua assistenza e vigilanza dei pazienti.
Le case protette presenti nella provincia di Oristano sono 5, e questa sarebbe la prima a sorgere nel territorio comunale del capoluogo.
La richiesta di cambio di destinazione d’uso – formulata dalla ditta EDIL.CO.SAR. di Sanluri – non prevede lavori esterni, ma solo opere di adeguamento interno; d’altra parte il palazzo è già fornito di un parcheggio sotterraneo.
Ora la palla passa alle tante amministrazioni che dovranno valutare se il progetto sia compatibile con le normative vigenti.
Saranno dunque valutati il rispetto delle norme paesaggistiche e sull'inquinamento acustico, il rispetto delle normative antincendio e l'adeguatezza degli scarichi fognari. Le amministrazioni coinvolte nella procedura dovranno far conoscere il loro parere entro il termine perentorio del 9 agosto 2018 e a quel punto probabilmente sarà possibile conoscere meglio i dettagli del progetto.
L'elemento più problematico potrebbe essere quello della compatibilità con il piano particolareggiato del centro storico, che inserisce il palazzo ex Enel nelle aree speciali e che prevede l'impiego del piano terra per uffici o locali commerciali e dei piani superiori esclusivamente per scopi residenziali.
Il piano prevede numerose condizioni e restrizioni ai lavori di recupero dell'edificio, che devono essere finalizzati a una sua migliore armonizzazione con il tessuto del centro storico, per esempio attraverso la realizzazione di un giardino pensile sul tetto o il rimodellamento della facciata.
Abbandonato da anni, con uno striscione VENDESI che in molti credevano che non sarebbe mai sparito, viste le dimensioni e la posizione dell'edificio, il palazzo è adesso al centro di una conferenza di servizi per la valutazione del cambio di destinazione d'uso.
Da locale per uffici dovrebbe ospitare alcune case protette, operazione che richiede naturalmente opere di adeguamento del fabbricato e che però potrebbe avere qualche incompatibilità con il Piano Particolareggiato del Centro Storico.
Il futuro del grande palazzo dunque potrebbe vederlo ospitare una struttura residenziale per persone non autosufficienti e che necessitano di continua assistenza, che secondo le linee guida della Regione non può avere più di 30 posti letto e deve garantire una continua assistenza e vigilanza dei pazienti.
Le case protette presenti nella provincia di Oristano sono 5, e questa sarebbe la prima a sorgere nel territorio comunale del capoluogo.
La richiesta di cambio di destinazione d’uso – formulata dalla ditta EDIL.CO.SAR. di Sanluri – non prevede lavori esterni, ma solo opere di adeguamento interno; d’altra parte il palazzo è già fornito di un parcheggio sotterraneo.
Ora la palla passa alle tante amministrazioni che dovranno valutare se il progetto sia compatibile con le normative vigenti.
Saranno dunque valutati il rispetto delle norme paesaggistiche e sull'inquinamento acustico, il rispetto delle normative antincendio e l'adeguatezza degli scarichi fognari. Le amministrazioni coinvolte nella procedura dovranno far conoscere il loro parere entro il termine perentorio del 9 agosto 2018 e a quel punto probabilmente sarà possibile conoscere meglio i dettagli del progetto.
L'elemento più problematico potrebbe essere quello della compatibilità con il piano particolareggiato del centro storico, che inserisce il palazzo ex Enel nelle aree speciali e che prevede l'impiego del piano terra per uffici o locali commerciali e dei piani superiori esclusivamente per scopi residenziali.
Il piano prevede numerose condizioni e restrizioni ai lavori di recupero dell'edificio, che devono essere finalizzati a una sua migliore armonizzazione con il tessuto del centro storico, per esempio attraverso la realizzazione di un giardino pensile sul tetto o il rimodellamento della facciata.
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