La Nuova Sardegna

Oristano

La chiesa vicino alla diga: crepe e segni di cedimento

di Piero Marongiu
La chiesa vicino alla diga: crepe e segni di cedimento

Ula Tirso, l’edificio si trova nel vecchio villaggio abbandonato di Santa Chiara  Il parere del tecnico: calcestruzzo e ferro deteriorati, serve un intervento urgente

2 MINUTI DI LETTURA





ULA TIRSO. Lo stato di abbandono e di incuria regnano sovrani nel villaggio di Santa Chiara, appena sopra la vecchia diga sul Tirso, inaugurata nel 1924 dal re Vittorio Emanuele III. A prendersi cura del luogo è Isabella Flore, una donna di 88 anni che non si rassegna a vederlo nello stato in cui si trova adesso. All’incuria del tempo si sono aggiunte le precipitazioni di questo periodo, che stanno contribuendo a compromettere le già fragili strutture. Qualche giorno fa Isabella ha notato delle filature piuttosto accentuate comparse tra il rivestimento in mattoni e il cemento armato con cui è stato realizzato il campanile della chiesa, dal quale emergono i ferri corrosi dalla ruggine. In una stanza laterale, la cui soletta è collegata alla torre campanaria, invece si vedono alcune crepe nel pavimento. Segnali che sicuramente non devono essere sottovalutati. «Ho visto quei segni ieri mattina - spiega Isabella Flore - e subito ho chiamato un tecnico perché venisse a vederle e a verificare se ci sono pericoli di crollo. Sa, con tutto quello che si sente in questi giorni sul cemento armato, prevenire è meglio che curare». Soltanto che per curare, nel caso specifico, occorrerebbero interventi di manutenzione scrupolosi, e non è detto che i soldi per effettuarli ci siano. L’architetto Giovanni Battista Gallus, ha fatto una verifica visiva della struttura. «Le filature si vedono anche a occhio nudo, come pure il cedimento del pavimento - dice Gallus -. Tuttavia per poter esprimere un parere tecnico più specifico è necessario fare ulteriori verifiche con strumenti tecnici adeguati. Posso dire solo che bisogna intervenire con urgenza, altrimenti il processo di deterioramento del calcestruzzo e del ferro potrebbe creare problemi più gravi. Il ferro, gonfiandosi, sta allargando la fessurazione prodottasi nel rivestimento e rischia di compromettere ulteriormente lo stato in cui si trova l’ancoraggio della struttura. Lo strappo nel pavimento, invece, potrebbe essere stato determinato da un cedimento della falda, visto che a pochi metri di distanza c’è un pozzo». Tra qualche giorno la struttura dovrebbe essere sottoposta a ulteriori indagini con un termografo e un georadar, dopodiché verrà predisposta una relazione tecnica. Isabella ha le lacrime agli occhi mentre guarda la chiesa, che lei, a sue spese, ha fatto restaurare. Perdere quell’importante memoria storica, esempio di archeologia industriale, sarebbe davvero un delitto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative