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Oristano

I TEMI SOCIALI 

Leggi razziali, il monito dell’Anpi

di Stefano Sulis
Leggi razziali, il monito dell’Anpi

La presidente dell’Associazione partigiani Nespolo tra gli studenti

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ORISTANO. «Il futuro è nelle vostre mani, ragazzi. Non viviamo in maniera inconsapevole». Questo il monito con cui Carla Nespolo, presidente dell’ Associazione nazionale partigiani d'Italia e prima donna a rivestire questa carica, si è rivolta agli studenti presenti nell'aula magna “Gramasci” del Liceo Scientifico Mariano IV d'Arborea nella mattinata di ieri. Una conferenza organizzata per sensibilizzare i ragazzi a ottant'anni di distanza dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia, che portarono all'estromissione dal tessuto sociale di migliaia di ebrei. Una iattura giustificata con la volontà di difendere l'identità di patria e sfociata nelle politiche razziali che segnarono il fascismo durante il suo apogeo. Persecuzioni che si estero anche ai rom, sinti, omosessuali e a tutti coloro i quali venivano concepiti come antagonisti politici e sociali del regime. Una minaccia apparentemente irripetibile, remota nella sua mostruosità e troppo spesso considerata di secondo piano rispetto ai problemi tipici della quotidianità. «Ottant'anni fa, il nostro Paese si macchiava della vergogna incancellabile delle leggi razziali, ma questioni come razzismo e discriminazione sono più che mai di attualità», ha riconosciuto Carla Cossu, presidente dell'Anpi di Oristano, attualizzando il tema di riflessione. «Ma il pericolo permane in ogni epoca e società, pur non presentandosi con gli stessi connotati o la medesima virulenza», ha precisato Carla Nespolo, la quale ha sottolineato come una fetta consistente del popolo italiano fu spettatrice, passiva e noncurante, di questa deriva razzista. Motivo, questo, che spinge quotidianamente l'Anpi a tenere vivo il ricordo di quegli anni bui, raccogliendo le testimonianze di coloro i quali videro la propria esistenza segnata dalle segregazioni razziali e di tutti quegli eroi che contribuirono, collettivamente, a liberare l'Italia.

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