SANITà
Riparata la risonanza magnetica
Ma resta il problema dei pazienti che hanno “saltato” il turno
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ORISTANO. Da ieri è tornata in funzione la risonanza magnetica dell’ospedale San Martino. Indiscutibilmente una buona notizia, visto che il macchinario era fuori uso dal 14 settembre per via di una fuga di elio. Per un mese e mezzo un bacino di circa 150mila utenti è stato privato della possibilità di fare l’esame. E nonostante le promesse, come aveva denunciato il segretario provinciale del Cimo Giampiero Sulis, si è dovuto attendere un mese e mezzo prima che la risonanza tornasse fruibile.
Ora però bisognerà capire come sarà organizzata la ripresa diagnostica. Nella giornata di oggi infatti saranno sottoposti all’esame i pazienti che già da mesi avevano prenotato la risonanza per questa data. Le attese sono di alcuni mesi, quindi si tratta di pazienti la cui prenotazione risale indietro nel tempo. Il problema riguarda tutti quelli, sono 68, che non hanno potuto essere sottoposti all’esame perché il macchinario era fuori uso. «Ci era stato detto che sarebbero stati “ricollocati” in altre Assl, ma così non è stato», sottolinea lo stesso Sulis, radiologo che si occupa della risonanza. Ai medici sarebbe stato proposto di smaltire le file accettando un compenso per ogni esame svolto. «Si tratta di una proposta per ora informale, che scarica sul personale inadempienze rispetto a tematiche di competenza della Ats», precisa Sulis. Oggi, alla ripresa dell’attività, si vedrà come il problema sarà risolto.(si.se.)
Ora però bisognerà capire come sarà organizzata la ripresa diagnostica. Nella giornata di oggi infatti saranno sottoposti all’esame i pazienti che già da mesi avevano prenotato la risonanza per questa data. Le attese sono di alcuni mesi, quindi si tratta di pazienti la cui prenotazione risale indietro nel tempo. Il problema riguarda tutti quelli, sono 68, che non hanno potuto essere sottoposti all’esame perché il macchinario era fuori uso. «Ci era stato detto che sarebbero stati “ricollocati” in altre Assl, ma così non è stato», sottolinea lo stesso Sulis, radiologo che si occupa della risonanza. Ai medici sarebbe stato proposto di smaltire le file accettando un compenso per ogni esame svolto. «Si tratta di una proposta per ora informale, che scarica sul personale inadempienze rispetto a tematiche di competenza della Ats», precisa Sulis. Oggi, alla ripresa dell’attività, si vedrà come il problema sarà risolto.(si.se.)
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