Oristano servizi, silurata l’amministratrice Oppo
di Simonetta Selloni
Delibera comunale: la “numero uno” della società In house sollevata dall’incarico “Giusta causa”: il contenzioso con l’ente e la mancata firma del nuovo contratto
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ORISTANO. Sollevata dall’incarico “per giusta causa”, senza una comunicazione formale che avverrà soltanto la settimana prossima nonostante la delibera sia del 27 novembre. Si conclude nel peggiore dei modi il rapporto tra Giuliana Oppo, l’amministratrice unica della Oristano servizi, la società interamente partecipata del Comune capoluogo, e la stessa amministrazione. Con una delibera pubblicata nell’Albo pretorio del Comune, l’ente comunica di aver risolto le “molteplici criticità attualmente presenti nei rapporti con questo Ente e la società in oggetto” dando l’incarico al sindaco Andrea Lutzu di sollevare dall’incarico l’ingegnere Giuliana Oppo. Ma lei, nessuno lo aveva detto: la diretta interessata lo ha saputo solo perché ha ricevuto da parte del Comune – socio unico – la convocazione dell’assemblea per la prossima settimana con un ordine del giorno fumoso. «Ho chiesto chiarimenti al sindaco, mi ha detto che sull’albo pretorio c’era qualcosa. Ho guardato, ho trovato la delibera». E nella delibera, il benservito.
Una brutta storia che si trascina da almeno un anno. Che i rapporti tra l’amministratrice della società “In house” del Comune, nominata nel 2014 dalla giunta Tendas, e il nuovo esecutivo, fossero tesi, non è un mistero. Nella delibera (la 224 del 27 novembre), vengono contestate fondamentalmente due cose: intanto la citazione da parte in giudizio del Comune da parte della società per ottenere il pagamento di fatture del 2016 per oltre 562mila euro, e il fatto che nonostante sia rimasta insoluta soltanto la somma di 32mila euro, la Oristano Servizi non abbia ancora posto fine al contenzioso; quindi, e forse questo è il nodo centrale, il fatto che Giuliana Oppo si sia rifiutata di firmare il nuovo contratto tra l’amministrazione e la stessa società. Si tratta del contratto che riguarda la gestione del verde pubblico e sul quale l’amministratrice si è arroccata da tempo. La questione è presto detta: il contratto prevede un taglio alla Società di circa 20mila euro l’anno, e, se per il 2017 attraverso varie economie i conti sono andati in pareggio, il timore forte è che non altrettanto possa accadere per il 2018. E la normativa parla chiaro: le partecipate non possono chiudere con bilanci negativi per due anni consecutivi, e l’amministratrice teme invece che firmare il contratto equivalga a mettere in pericolo la sopravvivenza della società. Quanto al capitolo contenzioso, la delibera fa riferimento al fatto che il Comune non abbia mai voluto sottrarsi al pagamento delle fatture, abbia avanzato richieste di chiarimenti e peraltro abbia pagato gran parte della somma richiesta. Questo è vero, ma quello che si omette è che i pagamenti sono arrivati dopo la notifica della citazione; ossia a partire dal 2017 (le somme si riferivano al 2016). E i chiarimenti evidentemente devono essere bastati visto che a tutto il 2018 le fatture vengono pagate (con ritardi fisiologici). Restano fuori i 32mila euro, per i quali il contenzioso non si può chiudere. «Si chiuderà quando sarà pagato l’intero ammontare», specifica Oppo. È amareggiata: «Ho sempre lavorato per la società e il Comune. Valuterò il da farsi». Ossia, se impugnare la delibera. Nel frattempo, sarà al lavoro perché ci sono le giornaliere dei dipendenti (44) da consegnare al commercialista in modo che gli stipendi siano pagati. E perché lei, con uno stipendio lordo di 25mila euro l’anno, non ha diritto a ferie, malattia, infortuni. Aspettando comunicazioni formali.
Una brutta storia che si trascina da almeno un anno. Che i rapporti tra l’amministratrice della società “In house” del Comune, nominata nel 2014 dalla giunta Tendas, e il nuovo esecutivo, fossero tesi, non è un mistero. Nella delibera (la 224 del 27 novembre), vengono contestate fondamentalmente due cose: intanto la citazione da parte in giudizio del Comune da parte della società per ottenere il pagamento di fatture del 2016 per oltre 562mila euro, e il fatto che nonostante sia rimasta insoluta soltanto la somma di 32mila euro, la Oristano Servizi non abbia ancora posto fine al contenzioso; quindi, e forse questo è il nodo centrale, il fatto che Giuliana Oppo si sia rifiutata di firmare il nuovo contratto tra l’amministrazione e la stessa società. Si tratta del contratto che riguarda la gestione del verde pubblico e sul quale l’amministratrice si è arroccata da tempo. La questione è presto detta: il contratto prevede un taglio alla Società di circa 20mila euro l’anno, e, se per il 2017 attraverso varie economie i conti sono andati in pareggio, il timore forte è che non altrettanto possa accadere per il 2018. E la normativa parla chiaro: le partecipate non possono chiudere con bilanci negativi per due anni consecutivi, e l’amministratrice teme invece che firmare il contratto equivalga a mettere in pericolo la sopravvivenza della società. Quanto al capitolo contenzioso, la delibera fa riferimento al fatto che il Comune non abbia mai voluto sottrarsi al pagamento delle fatture, abbia avanzato richieste di chiarimenti e peraltro abbia pagato gran parte della somma richiesta. Questo è vero, ma quello che si omette è che i pagamenti sono arrivati dopo la notifica della citazione; ossia a partire dal 2017 (le somme si riferivano al 2016). E i chiarimenti evidentemente devono essere bastati visto che a tutto il 2018 le fatture vengono pagate (con ritardi fisiologici). Restano fuori i 32mila euro, per i quali il contenzioso non si può chiudere. «Si chiuderà quando sarà pagato l’intero ammontare», specifica Oppo. È amareggiata: «Ho sempre lavorato per la società e il Comune. Valuterò il da farsi». Ossia, se impugnare la delibera. Nel frattempo, sarà al lavoro perché ci sono le giornaliere dei dipendenti (44) da consegnare al commercialista in modo che gli stipendi siano pagati. E perché lei, con uno stipendio lordo di 25mila euro l’anno, non ha diritto a ferie, malattia, infortuni. Aspettando comunicazioni formali.
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