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Oristano

Crack Nivola, assolte le commercialiste Perseu e Demontis: "Fine di un incubo"

Luca Urgu
Crack Nivola, assolte le commercialiste Perseu e Demontis: "Fine di un incubo"

Le due professioniste completamente scagionate dal tribunale di Nuoro

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ORISTANO. Dopo tre anni e mezzo nel buio della tempesta giudiziaria e mediatica, per Paola Perseu e Gabriella Demontis, entrambe commercialiste di Oristano è arrivata la luce. Le professioniste coinvolte nell’inchiesta del cosiddetto crack Nivola sono state assolte perché il fatto non sussiste e non costituisce reato dal gup del Tribunale di Nuoro Riccardo Massera. Entrambe, a differenza degli altri imputati che si trovano a processo nel dibattimento avevano deciso di farsi giudicare con il rito abbreviato condizionato.

Paola Perseu, 52 anni, era assistita dagli avvocati Maria Paola Chelo e Gianluca Tognotti mentre Maria Gabriella Demontis, 49 anni, era tutelata dall’avvocato Basilio Brodu. «Mi sono presa una bella soddisfazione per il risultato ottenuto ovviamente, ma anche per come si è svolto il processo. Abbiamo con i legali fortissimamente voluto il rito abbreviato perché eravamo e siamo convinti che la verità stava nelle carte. Occorreva leggerle con attenzione. Per fortuna i fatti ci hanno dato ragione», ha commentato con ritrovata serenità la professionista molto nota non solo a Oristano, dove prima che deflagrasse l’inchiesta (il pm aveva chiesto i domiciliari respinti dal giudice) era una delle consulenti di fiducia del tribunale e della procura di Oristano.

Sanate una serie di incompatibilità tra i giudici che avrebbero dovuto occuparsi del fascicolo, il processo ha subito un’accelerata negli ultimi due mesi quando è stata sentita la curatrice (notoriamente teste d’ accusa) e interrogata in udienza la stessa Paola Perseu che si è sottoposta alle domande incrociate delle parti. Alle due commercialiste venivano contestati i reati di falsità ideologica aggravata, concorso in corruzione aggravata in atti giudiziari, concorso in false attestazioni e relazioni, concorso in tentata truffa aggravata e ancora concorso in bancarotta fraudolenta. Per tutti questi reati gli stessi pm della Procura di Nuoro hanno sollecitato l’assoluzione perché il fatto non sussiste mentre chiesto la condanna per falso in attestazioni e relazioni. Alla fine il giudice sentite la requisitoria dell’accusa e le arringhe della difesa ha deciso per l’assoluzione. «Ero molto serena perché abituata a dire la verità. Durante le udienze è stata data l’opportunità di dare una giusta lettura delle intercettazioni esaminate correttamente e contestualmente da cui emergeva la buona fede», sottolinea la commercialista oristanese che poi torna sullo choc emotivo che i tre anni e mezzo dell’inchiesta le hanno provocato. «Questa vicenda ha sconvolto la mia vita e quella dei miei familiari. È stato davvero un periodo molto difficile, ma per fortuna ho conservato la freddezza e la lucidità per affrontare il processo nel migliore dei modi sostenuta da dei legali che si sono dimostrati dei bravissimi professionisti nell’affrontare con scrupolo le varie tappe».

Durante la fase embrionale dell’inchiesta, Perseu, Demontis, altri tre commercialisti, un avvocato e un notaio erano stati interdetti dall’esercizio delle loro attività professionale. Secondo le Fiamme gialle, il gruppo di professionisti è coinvolto nella falsificazione delle “carte” “per scongiurare il crack del gruppo imprenditoriale di Orani ed evitare così che, dal fallimento, potessero venir fuori le “razzie predatorie” compiute sui beni delle società dai loro amministratori.
 

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