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Oristano

Ula Tirso, riapre l’antica chiesa

Ula Tirso, riapre l’antica chiesa

Chiusa per motivi di sicurezza da tre anni. Lavori pagati da Comune e Diocesi

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ULA TIRSO. Riaprirà presto al culto la chiesa di Santa Maria Maddalena, interdetta al pubblico da tre anni per ragioni di sicurezza. L'accordo tra diocesi di Oristano e comune di Ula Tirso ha permesso di raccogliere le risorse per provvedere alla messa in sicurezza dell’edificio religioso più antico del paese. Gli ulesi attribuiscono alla festa liturgica di Maria Maddalena la stessa importanza di quella data alla ricorrenza del patrono, un legame affettivo rafforzato anche dalla funzione centrale che il sito aveva sempre avuto durante i riti della Settimana Santa. Non è strano, dunque, se all'epoca la decisione di sbarrare l'ingresso non fosse stata presa bene da una parte della comunità. Ma alle ragioni di pubblica incolumità non si poteva derogare e alle prime avvisaglie di un potenziale rischio era scattata l'ordinanza che impediva l'accesso alla chiesa. «La misura precauzionale ci era stata consigliata dagli architetti, preoccupati per le condizioni della copertura e di un eventuale pericolo di crolli – ha ricordato il sindaco Ovidio Loi, che ha previsto la conclusione dei lavori entro febbraio – il protocollo d’intesa ha aperto la strada all'intervento di manutenzione, che ha preso il via con il rifacimento del tetto. Il progetto è stato messo a disposizione dal Comune, che ha rispolverato quello predisposto per partecipare al bando regionale del 2017 sui piani di riqualificazione integrata». Comune e Curia concorrono alle spese quasi nella stessa misura: l'ente pubblico ha stanziato 45mila euro, l'istituzione religiosa, che segue direttamente i lavori, ne ha spesi 43.200. L'opera di ristrutturazione e di adeguamento proseguirà con la realizzazione della parte esterna del tetto attraverso l'impiego delle tegole e la messa a norma dell'impianto elettrico. La stessa tabella di marcia è prevista per la manutenzione in corso nella parrocchia di Sant’Andrea, dove i lavori non stanno interferendo con l'attività religiosa. Anche in questo caso è la copertura il punto vulnerabile della struttura, compromessa dalle infiltrazioni d'acqua. Un terzo luogo di culto al centro delle attenzioni del Comune è il novenario di Sant’Isidoro. Nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando di gara per la realizzazione del nuovo corpo cucina e la ristrutturazione della tettoia del portico, opere che comporteranno una spesa indicativa di 200mila euro. Il 2019 coinciderà con il ripristino della sicurezza e il completamento di tre luoghi di culto ma anche con l' avvio di altre opere pubbliche, sulle quali il Comune investirà quasi un milione di euro.

Maria Antonietta Cossu

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