Alluvione, i consulenti: «Alveo stretto»

Le tesi degli esperti della difesa al processo per gli allagamenti a Tiria nel 2013

PALMAS ARBOREA. Non c’è un punto d’incontro tra i consulenti. Sulle conclusioni tratte da quello dell’accusa, trae spunto l’imputazione del pubblico ministero Valerio Bagattini. Ieri però, all’udienza del processo per l’esondazione del rio Zeddiani avvenuta il 18 novembre del 2013 con la borgata di Tiria che si allagò in diversi punti, gli esiti a cui arrivano gli esperti della difesa sono opposti e assolutori per i due imputati. Sotto accusa ci sono l’ingegnere Antonio Dessì, uno dei progettisti e direttore dei lavori per la realizzazione del ponte che passa sopra il rio Zeddiani, e il tecnico dell’ufficio tecnico della Provincia, Marco Manai. Secondo il pubblico ministero la costruzione del ponte avvenuta qualche anno prima costrinse, nel giorno in cui il ciclone Cleopatra si abbattè sulla Sardegna con la sua scia di morti, il rio Zeddiani a trovare altre vie di sfogo. L’esondazione sarebbe quindi frutto di quell’opera pubblica.

Al contrario, i consulenti della difesa Roberto Liberatore e Oliviero Uras indicati dagli avvocati Massimo Ledda, Carlo Beato e Massimiliano Ravenna sono arrivato a conclusioni diverse. Il problema risiederebbe nelle dimensioni dell’alveo del canale, ritenuto troppo stretto per una portata d’acqua come quella del Rio Zeddiani in caso di piogge. La riprova la si avrebbe avuta nei mesi scorsi, quando, al termine di un temporale che scaricò una quatità di precipitazioni ben più ridotta rispetto a quella del novembre di sei anni fa, il fiumiciattolo esondò. Per di più, in questo lasso di tempo, sono state adottate misure correttive.

Altra questione dibattuta è quella della posizione lavorativa dell’ingegnere Marco Manai. Quando furono eseguiti i lavori, non ricopriva l’incarico di funzionario in Provincia, per cui non sarebbe potuto essere il responsabile del progetto. Argomenti che la giudice Federica Fulgheri dovrà esaminare prima di emettere la sentenza che però difficilmente arriverà nella prossima udienza prevista per il 16 dicembre. Al processo, assistiti dagli avvocati Gianluigi Mastio e Irene Gana, ci sono anche diversi residenti della borgata di Tiria, costituitisi parte civile.

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