Ambientalisti all’attacco «La discarica è illegale»

Morgongiori, il Gruppo di Intervento Giuridico contesta il progetto del Comune «Le aree di Serra Bingias sono terreni a uso civico, appartenenti anche a Uras»

MORGONGIORI. «Quella discarica non si può fare sui terreni a uso civico. Le uniche cose sensate sono la bonifica e il ripristino ambientale della cava dismessa». È un no senza remore quello del Gruppo d’intervento giuridico onlus: l’associazione ecologista si è detta, infatti, pronta a dar battaglia per fermare sul nascere il progetto di realizzazione della discarica nell’ex cava di Serra Bingias. Il progetto di far nascere nell’ ex cava di perlite, nel complesso del Monte Arci, una discarica controllata per rifiuti non pericolosi, provvista anche di cella dedicata a ospitare rifiuti amianto, ha mosso i primi passi nel 2017 con l’acquisizione di una manifestazione d’interesse per la concessione dell’area, finalizzata alla valorizzazione economica del sito «in funzione produttiva e occupazionale»; concessione affidata poi, nel 2018, alla società A&T Project. È però soltanto in queste ultime settimane che è scatta la mobilitazione da parte di cittadini e associazioni per il timore legato a eventuali conseguenze sull’ambiente e sulla salute.

Dopo le proteste in occasione della presentazione al pubblico dello studio di impatto ambientale vengono ora sollevate nuove obiezioni. «Quello che non emerge con chiarezza dai documenti del procedimento di Valutazione d’impatto ambientale in corso, appare, invece, preclusivo: gran parte di quei terreni sono a uso civico, appartengono ai demani civici di Morgongiori e Uras; appartengono ai cittadini di Morgongiori e Uras, sono terre collettive. Non sono, quindi, nella disponibilità dei rispettivi Comuni, che ne hanno la sola gestione nell’interesse delle collettività locali». È la tesi del Gruppo d’intervento giuridico che, come riportato in un comunicato a firma del presidente Stefano Deliperi, ha inoltrato una segnalazione al Servizio valutazioni ambientali della Regione, alla direzione generale dell’agenzia Argea, alla direzione generale Pianificazione territoriale e vigilanza della Regione, alla Soprintendenza di Cagliari, ai Comuni di Morgongiori e Uras, al commissario per gli usi civici e alle procure di Cagliari e Oristano.

Le proteste non si fermano nonostante le rassicurazioni del sindaco Renzo Ibba che ha precisato che non esiste alcun progetto approvato in merito, ma solo delle proposte progettuali e che non ci sarà alcuna discarica senza il consenso dei cittadini di Morgongiori e dei paesi limitrofi.

Le richieste del Grig sono chiare. L’associazione chiede «la declaratoria di non compatibilità ambientale e l’adozione degli opportuni provvedimenti di annullamento in via di autotutela di eventuali provvedimenti illegittimi di concessione dell’area per la realizzazione della discarica».

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