oristano
cronaca

Quattro test con le trivelle alla ricerca di acqua calda

Fordongianus, il Comune vuole individuare altre vene nel sottosuolo Se l’esito sarà positivo l’ente locale chiederà una concessione mineraria


06 dicembre 2019 di Maria Antonietta Cossu


FORDONGIANUS. Le trivelle del Comune entreranno in azione la prossima settimana nel tentativo di portare in superficie l’oro di Fordongianus. Il progetto di ricerca dell’acqua calda passa alla fase operativa: esplorare il sottosuolo per verificare se ci siano vene d’acqua calda che legittimino le velleità di sviluppo dell’amministrazione, da anni all’inseguimento di una concessione mineraria propria. Dopo le indagini preliminari e la lunga trafila burocratico amministrativa legata al rilascio di pareri e autorizzazioni, il Comune può procedere con il lavoro sul campo che, condizioni meteorologiche permettendo, prenderà il via tra qualche giorno con la realizzazione del primo foro.

In questa fase sono previste un massimo di quattro prove nei siti autorizzati dalla Soprintendenza e dalla Regione. Le perforazioni cominceranno dal cortile dell’asilo e nel caso dessero esito negativo proseguiranno nei punti localizzati all’altezza dell’ambulatorio di guardia medica, nei pressi della caserma dei carabinieri e vicino all’anfiteatro romano, tutti entro i confini del perimetro urbano. Se nel corso delle operazioni di scavo sarà intercettata una falda acquifera ad alta temperatura l’ente locale inoltrerà alla Regione la formale richiesta di una concessione mineraria.

«È lo scopo principale di questo intervento: scoprire esattamente cosa c’è nel sottosuolo e se possa essere utile al perseguimento del nostro obiettivo», commenta il sindaco Serafino Pischedda. Dall’esito della ricognizione dipenderanno le mosse future del Comune, che sino a oggi ha beneficiato della risorsa termale sfruttando una sub concessione del gestore dello stabilimento costruito alle porte del paese. «Ma un permesso ad hoc schiuderebbe nuove porte a una realtà che vuole vivere anche di turismo termale – ha sottolineato il primo cittadino –. In prima battuta rafforzeremmo il sistema di riscaldamento che oggi alimenta diversi edifici pubblici pescando da un punto di prelievo comunale anziché dalla fonte romana. Ma soprattutto si creerebbero i presupposti per attrarre in paese nuovi investitori. Il complesso termale arriverà a un punto di saturazione in termini di utenza, per cui dovremmo realizzare le condizioni per suscitare l’interesse di altri imprenditori. Se davvero vogliamo puntare sul richiamo del turismo sostenibile per aumentare il numero delle presenze, l’unico modo è di avere la disponibilità dell’acqua termale», ha concluso il sindaco.

Le operazioni di scavo saranno condotte da un’impresa di Cagliari sotto la supervisione dei geologi Giovanni Mandis e Giorgio Sardu, che misureranno la portata e la temperatura delle vene intercettate, i due parametri che indicheranno l’eventuale presenza di giacimenti d'acqua termale anche nel centro urbano.

Sae Sardegna SpA – sede legale Zona industriale Predda Niedda strada 31 , 07100 Sassari, - Capitale sociale Euro 6.000.000 – R.E.A. SS – 213461 – Registro Imprese di Sassari 02328540683 – CF e Partita IVA 02328540683


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.