Dalla pubblicità del prosciutto alla bancarotta

Condannato un imprenditore che gestiva un bar. In passato era stato protagonista di uno spot

ORISTANO. Nessuna traccia delle scritture contabili. Era quindi impossibile ricostruire i movimenti economici della ditta che gestiva un bar in via Figoli e che faceva capo, nella sua qualità di amministratore, a Fabrizio Casula. Il motivo per cui è stato condannato a due anni per bancarotta risiede proprio in questo. Diventato famoso per essere colui che, in un passato non troppo remoto, prestò la sua faccia per la pubblicità di un famoso prosciutto, in città era anche conosciuto per la sua attività imprenditoriale nell’ambito del settore della distribuzione degli alimenti. In tanti se lo ricordano per aver gestito diversi bar in città. Chi non si è scordato di lui sono i creditori dell’ultimo caso, quello che gli è costato il processo a seguito del fallimento decretato nel 2017. Il curatore, chiamato a esaminare le scritture contabili, ha avuto poco lavoro da fare perché, come riportato in aula al processo e nella relazione, l’ultima dichiarazione dei redditi risaliva al 2012. Nei cinque anni successivi, del patrimonio societario non vi era traccia e così venne meno anche la tutela dei creditori. Il pubblico ministero Sara Ghiani, nel ricostruire la vicenda ha chiesto poi la condanna a un anno e mezzo, ma i giudici sono andati oltre arrivando a due anni di pena. L’avvocato difensore Giovanni Angioi aveva spiegato che il motivo di tali inadempienze avesse come origine le cattive condizioni di salute del’imputato. (e.carta)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes