«Parco eolico nato morto, compensazioni dovute»

Il sindaco di Pau soddisfatto dell’accordo raggiunto con Enel Green Power La bonifica delle aree compromesse sul monte Arci non è però terminata 

PAU. Muore il parco eolico del Monte Arci, prosegue la ricerca di nuove soluzioni sostenibili di efficientamento energetico. In quest’ottica il Comune di Pau, come misura di compensazione per i danni ambientali causati dall’impianto eolico, ha recentemente concluso un accordo con Enel Green Power per dare il via alle opere di riqualificazione energetica.

Ciascuno dei tre comuni interessati dalla questione, Ales, Morgongiori e Pau ha portato avanti con la Società una trattativa per la realizzazione di opere in grado di garantire consumi ridotti e minori emissioni di CO2.

Ma la tutela ambientale, soprattutto in un luogo di suggestiva bellezza ed importanza florofaunistica come il Monte Arci, passa in primis dal ripristino e dalla bonifica del sito ormai in fase di smantellamento, dove gli interventi non si sono ancora conclusi.

Resta, infatti, ancora da rimuovere le torri, smantellare le fondamenta, nonché demolire le costruzioni in muratura. Certamente oggi è una grande soddisfazione vedere ripulito il sito, ridotto per anni ad una discarica di ferraglie arrugginite, ma resta comunque l’amaro in bocca perché le comunità, sin da subito favorevoli, avevano creduto a quel progetto che prometteva con la produzione di energia pulita anche un ritorno economico che non c’è stato.

«Il Parco eolico si è rivelato un grande flop sin dall’inizio – racconta il sindaco Franceschino Serra – perché erano sbagliate le macchine, già superate e con la difficoltà di intervenire per riparare i guasti, perché era difficile reperire i pezzi di ricambio». «Abbiamo sempre sostenuto il progetto – prosegue il primo cittadino – e continuato a farlo anche anni dopo, quando nel 2013, Enel aveva proposto un piano di ammodernamento che prevedeva la diminuzione del numero di macchine e la sostituzione con motori più moderni». Forse, anche se non è dato saperlo, quella proposta avrebbe potuto cambiarne le sorti; ma il progetto di ammodernamento venne respinto perché incompatibile con il Piano paesaggistico regionale, nonostante il parco eolico nel Monte Arci fosse già un realtà da tanti anni. Per quanto riguarda le opere che a breve saranno realizzate, gli interventi riguardano la sostituzione di circa 140 corpi illuminanti con nuovi apparecchi a LED, l’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, l’illuminazione del sito archeologico “Su Forru de is Sinzureddus” grazie ad un impianto fotovoltaico ad accumulo.

«Non abbiamo chiesto tanto – conclude Franceschino Serra – però dopo tanti anni apprezziamo la volontà da parte della Società di voler ristorare la comunità del danno ambientale subito».

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