Marine Oristanesi in tribunale
di Davide Pinna
Domani prima udienza dal giudice civile sulla vendita contestata delle quote del Porticciolo
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ORISTANO. La nuova puntata della telenovela sulle Marine Oristanesi si girerà in Tribunale domani mattina.
La giudice Paola Bussu ha fissato alle dieci e mezzo la prima udienza del processo civile che dovrebbe portare alla cancellazione dal Registro delle Imprese di uno dei due atti di cessione delle quote contese fra il Circolo Nautico e la Tharros Yachting.
Nel processo non ci sarà nessun ruolo per il Comune, che il 31 luglio, con una lettera dell'avvocato Carlo Ibba, aveva diffidato l'ufficio del Registro delle Imprese dall'iscrivere qualsiasi atto proveniente dalle Marine in favore del Circolo Nautico.
Alla fine, però, le iscrizioni ci furono entrambe e la società si ritrovò con due padroni, che equivale a non averne nessuno, dato che la gestione societaria è totalmente bloccata nell'attesa di una risoluzione della contesa.
A portare il caso all'attenzione del Giudice del Registro delle Imprese, lo stesso Conservatore del Registro, Enrico Massidda.
Al termine di una lunga istruttoria, Massidda decise di iscrivere nel registro entrambi gli atti di cessione delle quote di proprietà comunale. Da un lato quello con cui le Marine, che consideravano il Comune inadempiente rispetto all'obbligo di liberarsi della sua partecipazione sancito dalla legge Madia, offrivano al Circolo Nautico, socio di minoranza, le quote comunali per circa 20 mila euro, sulla base di una perizia svolta dal commercialista Carmine Mannea.
Dall’altro il contratto rogato dal notaio Luigi Ianni, con cui il Comune vendeva le stesse quote alla Tharros Yachting, a seguito di asta pubblica, per un valore di più 200 mila euro. Dopo la duplice iscrizione, fu lo stesso Massidda a rivolgersi al giudice, chiedendo a quest'ultimo di procedere, eventualmente, alla cancellazione di una dei due atti di cessione dal Registro delle Imprese.
Difficile fare pronostici sull’esito del procedimento, anche perché si tratta del primo caso di questo tipo nella giurisprudenza italiana.
Scarne le memorie presentate alla Camera di Commercio: fondamentalmente due sentenze, una del Tribunale civile di Roma e una di quello di Milano, che appaiono in contrasto fra loro.
Materia per avvocati e giudici, insomma, e pare abbastanza probabile che le cose non finiranno in maniera indolore. Le varie parti, infatti, potrebbero far valere i loro interessi economici per il lucro non conseguito in questa prolungata fase di incertezza. In ogni caso il Comune ha già iscritto a bilancio la somma della vendita. Una somma che potrebbe essere cassata nel caso in cui il giudice nno dosse ragione all’amministrazione. Ma difficilmente al termine d iquesto grado di giudizio si potrà dire la parola fine sulla vendita delle Marine. Semmai ci si preparerà per l’Appello.
E i tempi per una decisione definitiva si allungheranno.
La giudice Paola Bussu ha fissato alle dieci e mezzo la prima udienza del processo civile che dovrebbe portare alla cancellazione dal Registro delle Imprese di uno dei due atti di cessione delle quote contese fra il Circolo Nautico e la Tharros Yachting.
Nel processo non ci sarà nessun ruolo per il Comune, che il 31 luglio, con una lettera dell'avvocato Carlo Ibba, aveva diffidato l'ufficio del Registro delle Imprese dall'iscrivere qualsiasi atto proveniente dalle Marine in favore del Circolo Nautico.
Alla fine, però, le iscrizioni ci furono entrambe e la società si ritrovò con due padroni, che equivale a non averne nessuno, dato che la gestione societaria è totalmente bloccata nell'attesa di una risoluzione della contesa.
A portare il caso all'attenzione del Giudice del Registro delle Imprese, lo stesso Conservatore del Registro, Enrico Massidda.
Al termine di una lunga istruttoria, Massidda decise di iscrivere nel registro entrambi gli atti di cessione delle quote di proprietà comunale. Da un lato quello con cui le Marine, che consideravano il Comune inadempiente rispetto all'obbligo di liberarsi della sua partecipazione sancito dalla legge Madia, offrivano al Circolo Nautico, socio di minoranza, le quote comunali per circa 20 mila euro, sulla base di una perizia svolta dal commercialista Carmine Mannea.
Dall’altro il contratto rogato dal notaio Luigi Ianni, con cui il Comune vendeva le stesse quote alla Tharros Yachting, a seguito di asta pubblica, per un valore di più 200 mila euro. Dopo la duplice iscrizione, fu lo stesso Massidda a rivolgersi al giudice, chiedendo a quest'ultimo di procedere, eventualmente, alla cancellazione di una dei due atti di cessione dal Registro delle Imprese.
Difficile fare pronostici sull’esito del procedimento, anche perché si tratta del primo caso di questo tipo nella giurisprudenza italiana.
Scarne le memorie presentate alla Camera di Commercio: fondamentalmente due sentenze, una del Tribunale civile di Roma e una di quello di Milano, che appaiono in contrasto fra loro.
Materia per avvocati e giudici, insomma, e pare abbastanza probabile che le cose non finiranno in maniera indolore. Le varie parti, infatti, potrebbero far valere i loro interessi economici per il lucro non conseguito in questa prolungata fase di incertezza. In ogni caso il Comune ha già iscritto a bilancio la somma della vendita. Una somma che potrebbe essere cassata nel caso in cui il giudice nno dosse ragione all’amministrazione. Ma difficilmente al termine d iquesto grado di giudizio si potrà dire la parola fine sulla vendita delle Marine. Semmai ci si preparerà per l’Appello.
E i tempi per una decisione definitiva si allungheranno.
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