La Nuova Sardegna

Oristano

«Siete obbligati a stare in casa»

di Davide Pinna
«Siete obbligati a stare in casa»

Il sindaco Lutzu decide di inasprire le disposizioni nazionali. I controlli saranno affidati ai vigili

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ORISTANO. Ora è un obbligo, non più una calda raccomandazione come quelle che nei giorni scorsi il sindaco Lutzu lanciava dai suoi canali social.

Gli oristanesi dovranno restare a casa, l'ordinanza emessa nella tarda mattinata di ieri dal sindaco del capoluogo ed entrata in vigore immediatamente fa ricorso ad una locuzione abbastanza forte: «È fatto obbligo a tutti i cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni».

Saranno soprattutto i vigili urbani a controllare il rispetto dell'ordinanza, con l'ormai nota conseguenza, per chi la violasse, della denuncia e del rischio di dover pagare, se condannati, l’ammenda da 206 euro. L’obbligo di stare in casa può essere derogato, ma queste deroghe rispondono a situazioni precisate nella stessa ordinanza: lavoro, necessità e motivi di salute. La natura delle situazioni di necessità è precisata al punto successivo: sarebbero quelle legate alle esigenze primarie delle persone, ma una ulteriore precisazione di cosa ricada nella categoria delle esigenze primarie non la si trova.

In ogni caso, bisognerà uscire uno alla volta e le uscite di casa dovranno svolgersi percorrendo il più breve tragitto (e questo è l’elemento meno chiaro di tutto il provvedimento: quale è il minor tragitto? E chi lo definisce) dalla propria abitazione e per il minor tempo possibile. Se ci si sposta in macchina, prosegue l'ordinanza, bisognerà farlo da soli: la presenza di un accompagnatore è consentita solo per motivi di salute e solo se lo stato di salute del paziente ne impone la necessità. Anche in caso di spostamenti per lavoro si potrà essere in due, ma l'accompagnatore dovrà essere un membro del nucleo famigliare e la sua presenza dovrà essere legata al tragitto verso il luogo di lavoro.

Si potrà uscire per accompagnare i cani a fare i propri bisogni, ma in fretta, e bisognerà stare nelle immediate vicinanze (quali, cento, duecento o cinquanta metri?) della propria abitazione. Starà ai singoli, e a chi controlla, valutare cosa rientri nelle immediate vicinanze. Nessun riferimento alle corsette, da una lettura del testo sembrerebbero non rientrare nelle deroghe, ma d'altra parte l'ultima ordinanza del Ministero della Salute consente l'attività motoria se svolta da soli, senza soste o assembramenti, e in prossimità della proria abitazione. Altro punto focale del provvedimento adottato da Lutzu è la chiusura domenicale di tutti gli esercizi commerciali, alimentari compresi, con la sola esclusione di farmacie, parafarmacie, edicole e distributori di carburante. Si comincia già da oggi, quindi: tutto chiuso e anche domenica 29 si avrà la stessa situazione. Lo scopo è quello di evitare, dato che molti esercizi avevano autonomamente deciso di chiudere, assembramenti in quelli che invece sarebbero rimasti aperti. Ancora, in tutti gli esercizi dove sono presenti slot machines o si vendono gratta e vinci, aperti perché svolgono attività ritenute essenziali dai decreti governativi, bisognerà interrompere tutte le tipologie di gioco lecito con vincite in denaro. «Le nuove misure rispondono alla necessità di ridurre il più possibile gli spostamenti dei cittadini – così scrive Lutzu – e si tratta di misure sulle quali ci siamo confrontati a lungo con i sindaci di altre città e con l’ANCI regionale».

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