In silenzio all’ingresso del centro commerciale
Una lunga fila di clienti con carrelli, mascherine e guanti, in attesa di poter fare le compere pasquali
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ORISTANO. Una lunga fila, composta da almeno un centinaio di persone, tutte a distanza di sicurezza con la mascherina che copre bocca e naso, dietro il carrello della spesa in attesa di entrare nel centro commerciale. Tempo di arrivo al negozio di alimentari, con quello di informatica, l’unico aperto, non meno di mezzora. «Si è vista un po’ di gente soltanto in questi ultimi due tre giorni – dice un addetto – probabilmente devono fare gli ultimi acquisti prima di Pasqua». Nella fila ogni tanto qualcuno guarda l’ora e sbotta: «Sono qui da venti minuti e avrò percorso si e no dieci metri». Forse mezzora per arrivare all’ingresso del negozio non sarà sufficiente. Ma nessuno protesta, nessuno alza il tono della voce, nessuno che prova a superare chi lo precede. Tutti con gli occhi rigorosamente puntati sugli schermi dei telefonini, intenti a leggere i messaggi in arrivo e a mandarne a loro volta o a cercare le ultime notizie sui social. «Speriamo che questa situazione finisca presto – dice una signora rivolgendosi alla sua vicina di carrello – non se ne può più di stare a casa forzatamente. Ci sentiamo tutti prigionieri di questo maledetto virus». «Per uscirne prima possibile – replica l’altra – è necessario rispettare le regole. Altrimenti sarà dura per tutti». All’interno del negozio ci sono pochissime persone. Si entra una alla volta. A dare il via libera è un addetto alla sicurezza, che fa cenno di passare solo quando qualcuno esce. In nessun carrello manca l’uovo di Pasqua. «Ai bambini un segno della festa glielo dobbiamo portare – dice un signore – ce almeno loro sorridano”.(pi.maro)
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