La Nuova Sardegna

Oristano

Sarà un pranzo di Pasqua classico e solidale

di Michela Cuccu
Sarà un pranzo di Pasqua classico e solidale

Le suore Giuseppine non si risparmiano e per oggi prepareranno anche piatti d’asporto

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ORISTANO. Il menù è quello classico della festa: chi ha bisogno non deve sentirsi diverso, neanche a tavola. Le suore Giuseppine hanno preparato con cura il pranzo di Pasqua per gli utenti della Mensa del Povero, aumentati sensibilmente nell'ultimo mese. Ci saranno le lasagne al forno, il maialetto (o il pollo) arrosto, l'insalata e le patate fritte e la frutta, ma anche la colomba, cioccolatini e uovo di Pasqua. Per dessert le religiose hanno anche preparato il tiramisù, «in barattolino da porzione – spiega la responsabile della mensa, suor Gabriella – più pratico da portar via». Ormai da diverse settimane a seguito dell'emergenza Covid-19, i pasti non si possono più consumare nella sala da pranzo di via Carmine ma vengono preparati e confezionati per l'asporto. Non si sono mai fermate le religiose, nonostante le misure per fermare il contagio le abbiano costrette a lasciare a casa i volontari che operavano nelle cucine e in sala mensa. «Da noi nessuno va via a mani vuote – dice ancora la responsabile – e se abbiamo terminato le pietanze cucinate, diamo panini, formaggio, affettato, pizze e focacce, anche la frutta. Questo perché le nostre dispense continuano ad essere rifornite dalla grande generosità degli oristanesi, non soltanto intesi come aziende od organizzazioni, ma anche tante persone comuni che ci stanno aiutando». Alcuni ritireranno il pranzo direttamente alla sede della mensa, altri, ad esempio famiglie o persone non in grado di spostarsi, lo riceveranno a domicilio dai volontari che in questi giorni di crisi sono aumentati. «Anche questo è un segno di generosità», commenta suo Gabriella.

Intanto, in questa Pasqua in quarantena, si moltiplicano i gesti di generosità. Ieri il “Centro cash” dei fratelli Ibba, hanno donato le uova di Pasqua a tutto il personale della Questura, che a sua volta, il giorno prima ne aveva acquistate per donarle ai lavoratiori del San Martino.

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