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Oristano

Oristano, la paziente oncologica riceve le prime cure nel reparto abolito

di Michela Cuccu
Oristano, la paziente oncologica riceve le prime cure nel reparto abolito

Avviata in ospedale la somministrazione del farmaco. La Regione però conferma la chiusura di Oncoematologia

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ORISTANO. «Martedì la mia assistita ha potuto fare la prima seduta di chemioterapia sperimentale al san Martino». È l’avvocatessa Rossella Oppo a confermare che finalmente l’anziana signora, che aveva deciso di sospendere le cure, ha vinto la sua battaglia. L’aveva fatto perché secondo la Regione dichiarando non autorizzato il reparto di Ematologia oncologica del San Martino l’aveva di fatto obbligata ad andare fino a Nuoro, viaggio che, nelle sue condizioni, non avrebbe potuto sopportare per via del chilometraggio. «Siamo soddisfatti del risultato ottenuto – dichiara Rossella Oppo – finalmente è stato riconosciuto l’inalienabile diritto alle cure».

C’era voluta un’ingiunzione inviata il 3 aprile scorso ad Ats, Assl di Oristano e Regione dall’avvocatessa che, su incarico di Adiconsum, CittadinanzAttiva, Komunque Donne e Ail, sta seguendo la vicenda dal punto di vista legale, per riuscire a sbloccare una situazione che si era paradossalmente arenata, nonostante la sentenza del giudice del Lavoro Salvatore Carboni che il 24 marzo scorso aveva ordinato al San Martino di somministrare le cure alla paziente.

A mettersi di traverso era stato quindi il servizio farmaceutico dell’ospedale, che attendeva un’autorizzazione da parte dell’Agenzia del farmaco, in quanto, al San Martino l’Oncoematologia, pur funzionando da anni come un reparto tanto che ha in cura 500 pazienti, per la Regione continua ad essere un poliambulatorio che non può prescrivere né tanto meno somministrare i farmaci sperimentali per la cura dei tumori.

Sono farmaci salvavita, sempre più utilizzati nelle terapie oncologiche, che adesso sono disponibili anche a Oristano. Nei giorni scorsi, infatti, la responsabile della “Qualità dei servizi e governo clinico” della Regione, Donatella Garau, ha scritto all’Assl e al servizio farmaceutico del san Martino una nota che chiarisce come «l’ordinanza del giudice superi ogni ostacolo di tipo amministrativo». Nella stessa nota, la direttrice ribadisce però che la paziente sarà l’unica a essere sottoposta alla chemioterapia sperimentale, ricordando che quello del San Martino non è un reparto autorizzato e che non può prendere in carico nuovi pazienti.

Su questo aspetto, per cercare di rassicurare i pazienti oncologici dell’Oristanese, nel pomeriggio di ieri sono intervenuti il presidente della Giunta regionale, Christian Solinas, e l’assessore alla Sanità, Mario Nieddu. «Percorreremo ogni strada possibile per dare a Oristano un centro di oncoematologia funzionale ed efficiente, che risponda alle necessità del territorio e della comunità», ha scritto Solinas chiarendo che «la grande emergenza che oggi anche la nostra isola sta vivendo in seguito all’epidemia del Covid-19 non ci fa dimenticare di tutte le altre patologie e dei sardi che ogni giorno hanno bisogno di assistenza e cure, talvolta costretti a sopportare sacrifici per potersi spostare in presidi lontani dal proprio territorio».

Il San Martino potrà continuare solo il trattamento sui pazienti attualmente in terapia: «Oggi – spiega l'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – non è formalmente accreditato per la somministrazione di terapie oncoematologiche. Questo impedisce la presa in carico di nuovi pazienti. Una situazione che intendiamo risolvere attraverso la revisione delle reti di cura».

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