Oss precari a rischio licenziamento, interviene Lapia (M5S)

ORISTANO. Il futuro degli operatori socio-sanitari della Assl impiegati al San Martino in scadenza di contratto non è definito. Su questo punto, che riguarda 18 oss, interviene la deputata sarda del...

ORISTANO. Il futuro degli operatori socio-sanitari della Assl impiegati al San Martino in scadenza di contratto non è definito. Su questo punto, che riguarda 18 oss, interviene la deputata sarda del Movimento Cinque Stelle Mara Lapia, che ha scritto all’assessore della Sanità, Mario Nieddu, ai vertici dell’assessorato regionale della Sanità, dell’Ats e della Assl di Oristano per richiamare l’attenzione sul futuro degli Oss in scadenza di contratto e di quelli inseriti nella graduatoria di concorso del 2017, che la parlamentare chiede di continuare a scorrere. «Prima di ricorrere a nuovi concorsi o, peggio, alla somministrazione di lavoro interinale. Questo meccanismo ‘usa e getta’ è inaccettabile per questi lavoratori e per le loro famiglie, ancor più nell’emergenza sanitaria, economica e sociale che viviamo, accusa Lapia. «In una situazione di generale e immotivata smobilitazione del San Martino, dove peraltro il numero degli Oss ci risulta essere al di sotto di quello previsto in organico, sarebbe incomprensibile non prorogare il contratto in corso o, ancora meglio, dare finalmente certezze lavorative e umane al lavoratori presenti nella graduatoria di concorso pubblico effettuato dalla Assl nel 2017». Per la parlamentare è necessario che l’Ats proceda con le stabilizzazioni degli Oss su tutto il territorio regionale: «È la stessa Direzione Generale dell’Assessorato della Sanità, con una nota del 1 aprile sul reclutamento straordinario di personale nell’ambito dell’emergenza Covid-19, reclutamento ordinario e stabilizzazioni, a invitare le aziende a provvedere alle stabilizzazioni, laddove ci siano necessità e presupposti. «Si percorrano tutte le strade amministrativamente corrette per rinnovare i contratti in scadenza e avviare al più presto le stabilizzazioni. Oggi più che mai occorre rafforzare il nostro sistema sanitario e dare sicurezze ad operatrici e operatori».

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