Ad Abbasanta nasce l’unità speciale

Sarà ospitata nel centro Alzheimer e seguirà i contagiati in cura domiciliare

ABBASANTA. Nei 32 comuni appartenenti al distretto socio-sanitario di Ghilarza e Bosa sta per scendere in campo l’Unità speciale di continuità assistenziale per i pazienti affetti da coronavirus. La base operativa dell’équipe sanitaria deputata all’assistenza domiciliare dei cittadini contagiati che non necessitano di ricovero ospedaliero sarà attivata nel Centro diurno Alzheimer, chiuso da marzo per prevenire proprio occasioni di contagio.

Ieri il Comune ha provveduto alla sanificazione e ha consegnato le chiavi della struttura all’Ats Sardegna, con cui è stato firmato un accordo sulla cessione in uso a titolo gratuito dei locali al pianterreno fino a quando non rientrerà l’emergenza. La convenzione è stata sottoscritta anche dall’Ada, la cooperativa che nel centro integrato Rosaria Manconi seguiva una ventina di persone affette da Alzheimer.

Prima della stipula, i tre contraenti hanno verificato le condizioni di sicurezza previste nel protocollo, a cominciare dall’idoneità degli spazi e dei percorsi separati che gli operatori sanitari dovranno utilizzare in entrata e in uscita e dopo ogni singola visita domiciliare. In base alle valutazioni della delegazione che ha effettuato i sopralluoghi, quando decadranno i divieti da cui è dipesa la sospensione dell’attività del centro diurno, in una diversa ala dello stabile sarà possibile ripristinare il servizio con tutte le tutele garantite anche con la sede Usca ancora operativa.

Le Unità speciali sono state istituite dalle regioni su indicazione del governo con lo scopo di migliorare la capacità d’intervento e di cura del servizio sanitario collegata all’epidemia, evitando allo stesso tempo di sovraccaricare reparti e pronto soccorso.

«Alla stregua delle altre 31 che si stanno attivando in Sardegna – spiega il sindaco Stefano Sanna – la sede di Abbasanta costituisce un fondamentale presidio di prevenzione e di monitoraggio continuo per un pronto intervento sul territorio. Lo scopo è di intercettare per tempo quei malati le cui condizioni potrebbero precipitare in breve tempo influendo notevolmente sulla possibilità di successo di un eventuale ricovero. In questo modo si contribuisce al contenimento della diffusione del contagio e si svolge una funzione di filtro degli afflussi in ospedale».

L’Unità del distretto di Ghilarza-Bosa sarà operativa tutti i giorni dalle 8 alle 20 e i dottori e gli infermieri che ne faranno parte lavoreranno in stretto raccordo con i medici di famiglia.

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