Doppio sequestro di reti illegali

Nel porticciolo di Torre Grande e davanti alla spiaggia di San Giovanni di Sinis

ORISTANO. I pescatori di frodo non stanno fermi neppure a tempi del coronavirus, ma così come non si ferma la loro illecita attività non si interrompe il lavoro di repressione da parte degli operatori a tutela del mare.

E ieri due sequestri analoghi sono stati compiuti in provincia, il primo a Torregrande, ad opera della Capitaneria di Porto di Oristano, il secondo a San Giovanni di Sinis, dal personale dell’Area Marina Protetta, sempre con il supporto della Capitaneria.

A Torregrande il personale della Capitaneria di Porto in servizio a bordo della motovedetta CP 893, a seguito di segnalazione pervenuta da parte di privato cittadino, ha rinvenuto, proprio nelle acque prospicienti il porticciolo, una rete da posta di 100 metri, sicuramente lasciata nella notte da pescatori non autorizzati e pericolosa per la navigazione. La rete, priva di qualsiasi tipo di segnalazione regolamentare, era stata collocata in zona vietata e ostruiva completamente l’imboccatura del porticciolo, impedendo l’accesso allo stesso sul lato dei pescherecci. Il personale della Capitaneria, giunto sul posto, ha provveduto a smagliare la rete, restituendo la libertà ai pochi esemplari catturati e vitali, e a sequestrare l’attrezzo, in considerazione della rilevanza penale dell’inosservanza delle norme di sicurezza della navigazione.

Il personale della Capitaneria ricorda che le attività di controllo ai fini della sicurezza della navigazione, da parte del personale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, non si interromperanno nonostante l’emergenza coronavirus e proseguiranno anche nei prossimi giorni, in previsione della riapertura delle attività marittime in estate.

Sabato scorso è toccato invece al personale dell’Area Marina Protetta, sempre in coordinamento con la Capitaneria di Porto, rinvenire e sequestrare una rete illegale a San Giovanni di Sinis. La rete, lunga una cinquantina di metri, si trovava a soli 20 metri dalla riva. Il fondale eccessivamente basso non consentiva l’utilizzo di un mezzo in dotazione al personale dell’Area Marina che ha così personalmente recuperato direttamente la rete.

Valentina Atzeni

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