I soldi di sagre e feste diventano bonus spesa

Zerfaliu, il Comune sceglie di tagliare i fondi per le associazioni e i comitati Il sindaco: «Dobbiamo agire in fretta e dare la priorità alle famiglie in difficoltà»

ZERFALIU. A una settimana dall’inizio della Fase 2, annunciata a partire da lunedì prossimo, l’emergenza sanitaria continua a impegnare le amministrazioni locali nella ricerca di soluzioni idonee a fronteggiare le situazioni familiari più delicate. Gran parte dei Comuni della Provincia ha provveduto a distribuire i buoni alimentari finanziati dal governo e i soldi ricevuti ormai sono terminati. Le richieste dei buoni pasto, salvo in pochissimi casi, sono state soddisfatte tutte. Ma il perdurare delle restrizioni imposte dai decreti governativi e regionali, insieme al mancato arrivo di altre risorse da destinare ai Comuni, potrebbe rendere necessari altri interventi da parte delle amministrazioni locali, se necessario anche traendo i fondi dai propri bilanci.

Il sindaco Pinuccio Chelo, a Zerfaliu, è stato il primo a farlo. Nei giorni scorsi ha tagliato i contributi destinati alle associazioni e ai comitati organizzatori di sagre e feste in onore dei santi patroni, per destinarli alle famiglie maggiormente in difficoltà. «L’amministrazione comunale – dice Chelo – in questo momento è impegnata in un grosso sforzo economico, attingendo le risorse extra dal bilancio comunale. Purtroppo siamo costretti ad agire in tempi strettissimi, con urgenza e senza tentennamenti, ma le famiglie disagiate e le fasce sociali più deboli hanno la priorità su tutti gli altri».

Nel Comune di Baratili San Pietro le richieste dei buoni spesa sono state cinquanta. Con i soldi ricevuti, circa 11.500 euro, tutti hanno ricevuto il necessario per tirare avanti. «Per il momento i problemi più stringenti sono stati risolti – dice il sindaco Alberto Pippia –, adesso attendiamo la riapertura delle attività per capire se le imprese ce la faranno o meno. Ed è proprio in quell’ottica che abbiamo creato un fondo straordinario, con risorse tratte dal bilancio comunale, da destinare a eventuali esigenze impreviste. La preoccupazione maggiore, lo ribadisco, viene dalle piccole imprese locali, chiuse da troppo tempo e per questo sicuramente più esposte al rischio di chiusura definitiva».

A Tramatza le richieste per i buoni spesa sono state 25, e quasi tutti i nuclei familiari aventi diritto hanno ricevuto gli importi previsti. La sindaca Francesca Piredda dice: «Per fortuna finora non abbiamo avuto situazioni particolarmente critiche – spiega –. Dall’inizio dell’emergenza abbiamo istituito un conto corrente solidale intestato al Comune e i soldi delle donazioni saranno utilizzati per eventuali esigenze impreviste. Inoltre, la Caritas parrocchiale, ha provveduto alla consegna dei pacchi contenenti generi di prima necessità. Nessuno è stato lasciato da solo».

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