«Inquilini morosi, la Regione paghi i canoni»

L’Associazione dei piccoli proprietari di case chiede che si faccia carico degli affitti per tutto il 2020

ORISTANO. Gli inquilini non pagano più gli affitti e ora i proprietari degli immobili chiedono che sia la Regione a farsi carico dei canoni fino alla fine dell’anno. La morosità, legata alla mancanza di liquidità, è uno dei tanti effetti della prolungata serrata che per molti sta significando restare senza stipendio o, nel caso dell’impresa, senza ricavati. Con una lettera, indirizzata al presidente della giunta regionale, Christian Solinas, e inviata per conoscenza, al prefetto e al sindaco di Oristano, l’Associazione dei piccoli proprietari di case, sollecita misure di sostegno immediate.

Il presidente regionale dell’associazione, Antonello Solinas, denuncia una situazione che definisce «insostenibile e che rischia di diventare esplosiva». Spiega che i primi segnali fossero arrivati alla fine di febbraio, quando con la chiusura delle scuole e delle università, gli studenti fuori sede e i lavoratori trasfertisti avevano chiesto la riduzione dei canoni se non addirittura la cessazione dei contratti d’affitto per gli immobili che non potevano più utilizzare.

«Questo fatto oramai sta provocando un grave danno economico per i piccoli proprietari, dove spesso l’affitto è integrativo di un reddito mediocre, necessario ad esempio per pagare mutui ipotecari», dice Solinas, che aggiunge: «Situazione simili sono oramai una realtà per i locali commerciali, gli studi professionali e in generale su tutti quei locali di attività ritenute non indispensabili ed anche per le attività necessarie come gli studi di attività fiscale, in quanto non percependo il saldo delle notule, non sono in grado di pagare la locazione».

L’Appc critica i primi provvedimenti sugli affitti: «La detrazione fiscale del 60 percento si è rivelata inadeguata, considerato che riguarda affitti non percepiti». Secondo l’associazione la situazione più grave sta riguardando le locazioni abitative residenziali: «Famiglie che non hanno ricevuto alcun tipo di indennità o bonus o comunque il poco che è arrivato in ritardo è totalmente insufficiente, nonostante i proclami governativi, ora, si trovano a dover decidere se mangiare o pagarel’affitto», si legge nella lettera, inviata per conoscenza anche ai diversi ministeri.

«Tutte le attività economiche e il loro indotto soffrono la mancanza di liquidità, senza azioni che prevedano anche misure come la sospensione, in via straordinaria delle cartelle esattoriali, la ripartenza prevista con la Fase 2 sarà quasi impossibile per molti che non solo non potranno onorare tutti i contratti di locazione, ma anche quelli per la fornitura di energia elettrica e idrica, oltre che anticipare i salari ai dipendenti, dato che, pur messi in cassa integrazione in deroga, non l’hanno ancora percepita. Serve un intervento».



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