Mascherine e macchinari, la solidarietà non si ferma
di Michela Cuccu
La raccolta dell’Ordine dei medici provinciale tocca quota 152mila euro Gli ultimi aiuti sono arrivati dai colleghi del Friuli Venezia Giulia
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ORISTANO. Duemila mascherine ffp2 da destinare a medici e operatori sanitari del territorio sono in arrivo dal Friuli Venezia Giulia. Per la precisione da Pordenone, il cui Ordine dei medici ha deciso di farne dono ai colleghi dell’Ordine di Oristano. È uno dei tanti esempi di solidarietà che hanno preso vita a seguito dell’emergenza sanitaria. Solidarietà che ha consentito proprio all’Ordine provinciale di raccogliere, con la collaborazione di una testata giornalistica online, oltre 152mila euro, utilizzati per l’acquisto, ad esempio, non solo di guanti mascherine e kit per le analisi, ma anche di macchinari e attrezzature come ventilatori polmonari ed ecografi, consegnate all’Assl.
In questi giorni, l’Ordine provinciale lavora praticamente senza sosta per rifornire gli operatori dei presidi indispensabili per la protezione dal contagio. «Stiamo rifornendo un po' tutti, dai medici di base ai colleghi della medicina territoriale passando per ospedali e ambulatori – dice il presidente Antonio Sulis al quale si sono affiancati, per la distribuzione dei presidi, altri due colleghi, Gisella Masala e Roberto Irde –. Non ci siamo fermati nemmeno nei giorni festivi, ma volentieri e per rispetto dell’impegno massacrante dei colleghi di ospedali e ambulatori che si trovano in prima linea ad affrontare la pandemia». Il lavoro è destinato a continuare probabilmente per molti giorni ancora, se si considera, che oltre alle mascherine ffp2, sono in arrivo quattro igenizzatori a ozono, carrelli, due poltrone per il prelievo del sangue, ma anche tute, calzari e camici.
«Nei primi giorni ci siamo attivati per distribuire le mascherine che ci aveva consegnato la Protezione civile – dice Sulis –, poi abbiamo continuato grazie alle donazioni che hanno permesso di dotare le strutture sanitarie locali di presidi che mancavano». Fra questi, appunto le mascherine, comprese quelle chirurgiche e le visiere. «In più occasioni in queste settimane sono emersi i rischi ai quali erano esposti i medici di famiglia, ai quali non era stato consegnato materiale per proteggersi – racconta Sulis – anche oggi ne abbiamo rifornito alcuni». Tutti gli acquisti sono stati fatti in accordo con l’Assl, orientati sulle esigenze. L’elenco sia delle donazioni che dei donatori è lunghissimo. «Si sono mobilitati in tanti, dalle aziende private ai singoli cittadini, con grande slancio – conclude –. Quando la pandemia sarà cessata, questa generosità dovrà essere ricordata».
In questi giorni, l’Ordine provinciale lavora praticamente senza sosta per rifornire gli operatori dei presidi indispensabili per la protezione dal contagio. «Stiamo rifornendo un po' tutti, dai medici di base ai colleghi della medicina territoriale passando per ospedali e ambulatori – dice il presidente Antonio Sulis al quale si sono affiancati, per la distribuzione dei presidi, altri due colleghi, Gisella Masala e Roberto Irde –. Non ci siamo fermati nemmeno nei giorni festivi, ma volentieri e per rispetto dell’impegno massacrante dei colleghi di ospedali e ambulatori che si trovano in prima linea ad affrontare la pandemia». Il lavoro è destinato a continuare probabilmente per molti giorni ancora, se si considera, che oltre alle mascherine ffp2, sono in arrivo quattro igenizzatori a ozono, carrelli, due poltrone per il prelievo del sangue, ma anche tute, calzari e camici.
«Nei primi giorni ci siamo attivati per distribuire le mascherine che ci aveva consegnato la Protezione civile – dice Sulis –, poi abbiamo continuato grazie alle donazioni che hanno permesso di dotare le strutture sanitarie locali di presidi che mancavano». Fra questi, appunto le mascherine, comprese quelle chirurgiche e le visiere. «In più occasioni in queste settimane sono emersi i rischi ai quali erano esposti i medici di famiglia, ai quali non era stato consegnato materiale per proteggersi – racconta Sulis – anche oggi ne abbiamo rifornito alcuni». Tutti gli acquisti sono stati fatti in accordo con l’Assl, orientati sulle esigenze. L’elenco sia delle donazioni che dei donatori è lunghissimo. «Si sono mobilitati in tanti, dalle aziende private ai singoli cittadini, con grande slancio – conclude –. Quando la pandemia sarà cessata, questa generosità dovrà essere ricordata».
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