La città respira, strade di nuovo vive primi locali aperti
di Davide Pinna
C’è chi ha festeggiato con i petardi l’inizio della Fase 2 E chi ha riavviato i cantieri dei lavori pubblici fermi da mesi
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ORISTANO. C'è chi, addirittura, appena scoccata la mezzanotte ha acceso le micce dei mortaretti, quasi a festeggiare un capodanno fuori tempo massimo: i botti sono stati sentiti nel quartiere di San Nicola, alla periferia meridionale di Oristano.
Certamente, l'aria il mattino del 4 maggio era diversa da quella degli ultimi due mesi. Sia chiaro, non era la classica mattinata di un giorno feriale, ma persone in giro se ne sono viste e il centro città sembrava stesse preparandosi a tornare la sede dele commissioni, dei capannelli e dei caffè.
Alcuni bar, una minoranza, hanno rialzato le serrande, sistemato lo scaffalino delle paste sull'uscio e servito espresso, cappuccini e bicchieri vari da asporto.
In mancanza dei tavolini, o dell'appoggio dei banconi, le vivande sono state consumate in mezzo alla strada e il lavoro è sembrato abbastanza intenso.
«Non ce lo aspettavamo, ma stiamo lavorando bene» spiega la titolare di un locale di via Dritta, mentre fa avanti e indietro tra la macchina del caffé e la soglia, ben attrezzata con guanti e mascherine. Si rianima, lentamente, anche la vita dei cantieri. In quello del parcheggio multipiano di via Mariano, due operai con i loro giubbini catarifrangenti sembrano indaffarati a preparare la riapertura, attesa a giorni secondo quanto riferito dall'assessore ai Lavori Pubblici Francesco Pinna che ha affermato che «ci vorrà uno sforzo supplementare, se prima si lavorava al 200% oggi bisogna aumentare il ritmo al 400%: dobbiamo recuperare uno stop di due mesi, e finire in tempo è nell'interesse sia del comune che delle ditte appaltatrici».
Qualcuno in fila anche davanti ad un negozio di abbigliamento per bambini, sempre in via Dritta: si entra in pochi alla volta, così si aspetta fuori, rigorosamente distanziati certo, ma comunque chiacchierando.
Anche di fronte a banche e poste si registrano code: questi servizi non hanno mai chiuso, ma forse il clima da riapertura ha invogliato a uscire anche coloro che fino a ieri avevano preferito evitare.
Torna alla vita persino Torre Grande, complice una primavera che sta diventando estate senza che nessuno ne abbia potuto godere quanto avrebbe voluto.
Non ci saranno, probabilmente, molti movimenti turistici nei prossimi mesi, ma quantomeno gli oristanesi mostrano di aver sentito la mancanza della loro borgata marina.
Si passeggia, si corre e si va in bici sul lungomare. In spiaggia invece non si può andare, a meno che non si voglia tentare la sorte con la canna da pesca, come fa qualcuno vicino al Pontile.
La ricerca del mare è stata ampiamente prevista anche dalle forze dell'ordine, con la municipale che presidiava in mattinata il Pontile e la polizia che teneva sotto controllo il lungomare Eleonora d'Arborea.
Il quadro generale è quello di una città che ha interpretato l'allentamento del 4 maggio come un liberi tutti, ma con cautela: distanze e mascherine, infatti, non mancano. La speranza è che la cautela non lasci spazio all'incoscienza.
Certamente, l'aria il mattino del 4 maggio era diversa da quella degli ultimi due mesi. Sia chiaro, non era la classica mattinata di un giorno feriale, ma persone in giro se ne sono viste e il centro città sembrava stesse preparandosi a tornare la sede dele commissioni, dei capannelli e dei caffè.
Alcuni bar, una minoranza, hanno rialzato le serrande, sistemato lo scaffalino delle paste sull'uscio e servito espresso, cappuccini e bicchieri vari da asporto.
In mancanza dei tavolini, o dell'appoggio dei banconi, le vivande sono state consumate in mezzo alla strada e il lavoro è sembrato abbastanza intenso.
«Non ce lo aspettavamo, ma stiamo lavorando bene» spiega la titolare di un locale di via Dritta, mentre fa avanti e indietro tra la macchina del caffé e la soglia, ben attrezzata con guanti e mascherine. Si rianima, lentamente, anche la vita dei cantieri. In quello del parcheggio multipiano di via Mariano, due operai con i loro giubbini catarifrangenti sembrano indaffarati a preparare la riapertura, attesa a giorni secondo quanto riferito dall'assessore ai Lavori Pubblici Francesco Pinna che ha affermato che «ci vorrà uno sforzo supplementare, se prima si lavorava al 200% oggi bisogna aumentare il ritmo al 400%: dobbiamo recuperare uno stop di due mesi, e finire in tempo è nell'interesse sia del comune che delle ditte appaltatrici».
Qualcuno in fila anche davanti ad un negozio di abbigliamento per bambini, sempre in via Dritta: si entra in pochi alla volta, così si aspetta fuori, rigorosamente distanziati certo, ma comunque chiacchierando.
Anche di fronte a banche e poste si registrano code: questi servizi non hanno mai chiuso, ma forse il clima da riapertura ha invogliato a uscire anche coloro che fino a ieri avevano preferito evitare.
Torna alla vita persino Torre Grande, complice una primavera che sta diventando estate senza che nessuno ne abbia potuto godere quanto avrebbe voluto.
Non ci saranno, probabilmente, molti movimenti turistici nei prossimi mesi, ma quantomeno gli oristanesi mostrano di aver sentito la mancanza della loro borgata marina.
Si passeggia, si corre e si va in bici sul lungomare. In spiaggia invece non si può andare, a meno che non si voglia tentare la sorte con la canna da pesca, come fa qualcuno vicino al Pontile.
La ricerca del mare è stata ampiamente prevista anche dalle forze dell'ordine, con la municipale che presidiava in mattinata il Pontile e la polizia che teneva sotto controllo il lungomare Eleonora d'Arborea.
Il quadro generale è quello di una città che ha interpretato l'allentamento del 4 maggio come un liberi tutti, ma con cautela: distanze e mascherine, infatti, non mancano. La speranza è che la cautela non lasci spazio all'incoscienza.
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