A Cabras cancellata la cartella della spesa

Le indicazioni sull’ultima ordinanza regionale fanno cadere le limitazioni sugli spostamenti

CABRAS. Da ieri non è più valida la cartella della spesa, predisposta qualche settimana fa dall’amministrazione comunale per fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus. A stabilire il provvedimento è il sindaco Andrea Abis, motivandolo con l’allentamento delle restrizioni imposte dai decreti governativi e dalle ordinanze regionali, nonché dal fatto che sarà possibile recarsi in altro comune per fare la spesa. Nei prossimi giorni verrà emanata un’ordinanza che detterà le nuove regole in materia di contrasto alla diffusione del Covid-19. Le cartelle della spesa consistevano in una autodichiarazione, concessa alle famiglie cabraresi, in numero massimo di due per nucleo familiare, da utilizzare nei market cittadini per non più di due volte a settimana, da vidimare (a cura dell’esercente) ogni volta che veniva usata. Un sistema semplice ed efficace per limitare le uscite di molti, che usavano la scusa della spesa per non rimanere in casa. La cittadina lagunare è stata tra le più colpite dal Covid-19, con diversi casi particolarmente gravi, alcuni dei quali si sono conclusi tragicamente. Evitare quanto più possibile il sovraffollamento nei market locali o nei luoghi pubblici ha sicuramente contribuito a tenere sotto controllo la situazione emergenziale e ad evitare il potenziale pericolo di contagio. La cartella della spesa trovava giustificazione anche nel fatto che le restrizioni non consentivano gli spostamenti tra un paese all’altro se non per motivi di lavoro o urgenze comprovate. Venendo a cadere quelle limitazioni decadono anche le ragioni che avevano supportato le decisioni adottate dall’amministrazione. Chi vorrà spostarsi in un altro Comune per fare la spesa, perché ritiene di trovare una scelta maggiore e prezzi più competitivi lo potrà. A tutti viene l’uso delle mascherine e dei guanti, l’osservazione del distanziamento sociale ed evitare assembramenti all’esterno e nei negozi che eventualmente si dovessero frequentare. «Ad ogni modo il limite resta nel buon senso di ognuno – precisa Abis – dobbiamo essere ancora molto prudenti. Le scelte operate oggi sono ancora più importanti per le immediate conseguenze che hanno sul nostro prossimo futuro. E per futuro intendo il turismo, la stagione che è alle porte e che dobbiamo salvare a ogni costo. L’Italia è stata già bollata come terra di untori all’inizio di questa pandemia. Non possiamo permetterci di commettere gli stessi errori».

Piero Marongiu

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