Cadau sospesa, i grillini nicchiano

Prudenza e fastidio nel commentare il provvedimento. La consigliera: «Ci vediamo in tribunale»

ORISTANO. Imbarazzo, diplomazia, un filo di fastidio caratterizzano il giorno dopo dei grillini dopo la “bomba” mediatica a seguito della sospensione per sei mesi dal Movimento della consigliera comunale, e candidata a sindaco, Patrizia Cadau. I rappresentanti al Parlamento e in Regione del Movimento negano comunque che la sospensione di per sé significhi la cacciata dalla comunità dei Cinque Stelle, anche se sono consapevoli che la risposta pubblica della stessa Cadau non aiuta a stemperare gli animi. Anzi.

Patrizia Cadau infatti, a commento della lettera con la quale le si comunicava la sospensione scriveva che il procedimento è stato aperto «perché un gruppetto inutile di parlamentari sardi (utilissimi per le loro cause sia chiaro), dopo non essere mai riusciti a tapparmi la bocca o a farmi assecondare le loro cordate e porcate, sono andati a piangere in piena pandemia per buttarmi fuori. Sono tre lunghissimi anni che ci provano». La stessa Cadau successivamente parla di «correttezza mafiosa e fascista di questi poveri disperati», a dichiara di non riconoscere «l’autorità nè l’autorevolezza di chi ha emanato la sospensione ... Ci avete provato in tutti i modi ad intimidirmi, con metodi squadristi e intollerabili, non ci riuscirete manco adesso ... Non vi rimane che l'espulsione, a questo punto. E io sono qua. L'attendo. Vediamo su quali violazioni. Ditemi cos’avrei fatto, e allora ci vedremo in tribunale».

Il primo a rispondere alla Cadau è Alberto Manca, parlamentare nuorese e soprattutto quello che dei tre “facilitatori” grilli è deputato ai rapporti con gli eletti su base locale; in pratica il primo interlocutore della Cadau. Manca però nulla sa. «C’è un procedimento aperto, non sono a conoscenza dei dettagli e non è mio compito saperlo. Vediamo cosa diranno i garanti, cosa risponderà la Cadau. Certo non è cosa per noi». Alla domanda di quali fossero i suoi rapporti con la Cadau Manca replica che «nelle riunioni fatte alla presenza della Cadau non ricordo critiche nei nostri confronti; certo, se le avesse fatte un provvedimento del genere sarebbe legittimo».

Più articolata la posizione di Alessandro Solinas, consigliere regionale cinque Stelle eletto nel collegio di Oristano. «Abbiamo delle regole che vanno rispettate, chi è entrato nel Movimento le ha sottoscritte; tra queste c’è la scelta del taglio della rappresentanza parlamentare, per noi una pietra miliare. Certo una sospensione non è un provvedimento che si prende alla leggera, sarà stato valutato sulla base di tutte le violazioni riscontrate. Vorrei però che i garanti non stanno applicando regole autoritarie né impongono un presunto pensiero unico. Non c’è nel Movimento – secondo il consigliere regionale – alcun freno alla attività politica, alla critica, al dibattito».

Anche la deputata oristanese Lucia Scanu interviene sulla rottura tra Cadau e il Movimento, e ricorda come anche a lei siano «arrivate diverse segnalazioni da attivisti del Movimento che si lamentavano delle sue posizioni. Ritengo la sospensione un provvedimento giusto, se uno sbaglia deve pagare, ma penso che non sia questa l’unica ragione che ha portato i garanti a intervenire. Secondo me ce ne sono altre. In ogni caso la Cadau non ha mai cercato una intesa col resto degli attivisti locali e sardi. Andava spesso contro tutto e tutti, ma non per questo le è stato posto il bavaglio». La sospensione sino a metà ottobre, per la Scanu non è l’anticamera dell’espulsione. «Vedremo, ma non è detto che alla fine venga cacciata».(g.cen.)

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