La Nuova Sardegna

Oristano

«Siamo astronauti, i bimbi apprezzano»

di Valentina Atzeni
«Siamo astronauti, i bimbi apprezzano»

La dentista Lara Pia racconta come è cambiato il suo lavoro. Misure di sicurezza e protezione sono ancora più rigide

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ORISTANO. Bardati con camice, cuffia, mascherina, occhiali e copriscarpe si fa fatica a riconoscerli. Negli studi dentistici non si scherza sul rispetto delle norme di sicurezza imposte dal Covid. «All’inizio le linee guida non erano ben chiare e si faceva fatica a reperire i dispositivi» racconta Lara Pia che, come molti colleghi, durante l’emergenza ha deciso di ridurre il lavoro del suo studio in città, affrontando le sole urgenze. «Abbiamo riaperto alla fine di aprile, adattandoci a un protocollo ben strutturato». Pre triage telefonico obbligatorio, appuntamenti diluiti per evitare contatti tra più pazienti. «Il triage che si ripete all’ingresso dello studio - spiegano due collaboratrici, la terza è ancora in cassa integrazione – misurata la temperatura al paziente, rifacciamo le domande sul suo stato di salute e lo accompagniamo al bagno per il lavaggio delle mani dopo avergli consegnato calzari, cuffia e mascherina». «Quando ci vedono coperte dalla testa ai piedi la reazione è positiva – spiega Lara Pia – si sentono protetti perché capiscono che è indispensabile per la sicurezza». I bimbi nno hanno neppure paura, loro viaggiano facilmente con la fantasia. «Lavoriamo con i più piccoli da tempo – racconta la professionista – semmai ora ci guardano stupiti, ma quando dico loro che sono un’astronauta pronta a volare sulla luna stanno al gioco e sono felici di accomodarsi sulla navicella spaziale, che non è altro che la poltrona, rivestita da un telo monouso». L’igiene e la sanificazione erano già la norma, ma le accortezze adesso sono maggiori, a partire dall’eliminazione del superfluo, le riviste nella sala d’attesa, con la sistemazione di copri maniglia sulle porte. «Ora stiamo lavorando su operazioni non prorogabili, come le devitalizzazioni. Fino a lunedì scorso abbiamo evitato l’igiene dentale, che è quella che crea più aerosol – spiega Lara Pia – adesso la facciamo manuale, senza gli ultrasuoni, e per la maggior parte dei lavori usiamo il telo chirurgico e la diga, un foglio di lattice teso che, imbragando il dente, lo isola e copre il resto della bocca». Le spese per l’acquisto di dispositivi di protezione, igienizzanti e i materiali monouso sono ingenti, «ma sono i nostri pazienti ad aver accusato il colpo. Molti sono costretti a rimandare i controlli perché non se li possono più permettere. Tanti hanno saltato il pagamento delle rate mensili».

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