L’imprenditore di Torregrande si arrende: addio balli e 40 buste paga

Gianni Usai getta la spugna: non riaprirà la discoteca sulla spiaggia Beach Bar. Chiusura anche per il ristorante Umami. L’annuncio nei social diventa virale

ORISTANO. Il Beach Bar di Torregrande non aprirà. Se prima era solamente un timore, ora c’è la conferma degli effetti negativi del Coronavirus anche per quei pezzi di economia così solidi da far credere che potessero, più di altri, reagire alla crisi da serrata generale. I titolari dello storico bistrot disco bar in riva al mare dove generazioni di nottambuli e ballerini hanno trascorso le loro estati a ballare aspettando l’alba sulla riva, hanno affidato ai social la comunicazione di una scelta sicuramente difficile come quella di rinunciare ad esser protagonisti dell’imminente stagione estiva.

I toni sono quasi da necrologio: «Con grande tristezza dobbiamo informarvi ufficialmente che Il Beach Bar 2020 non aprirà». E stanotte, ultimo sabato di maggio, non ci sarà come ormai era diventata consuetudine, la prima serata disco, che avrebbe aperto la breve estate della borgata marina di Oristano. Non ci saranno la musica e i dj, non ci saranno gli spuntini, i cocktail, le risate, le luci, le feste. Ovviamente la notizia ha fatto scalpore tra i frequentatori del locale e non, tanto che nel giro di poche ore il post aveva ottenuto centinaia di interazioni e commenti, ovviamente di delusione ma anche di incoraggiamento per i gestori.

Dietro una rinuncia di questo tipo c'è sempre la perdita di posti di lavoro, stagionali certo, ma tanti e anche qualificati. I numeri, in questo caso, sono di quelli pesanti per un territorio come l’Oristanese che in quanto a disoccupazione detiene in Sardegna un record quasi assoluto. «Davamo da lavorare a 45 persone», conferma, Gianni Usai 52 anni «toregrandino» come ama definirsi. È il general manager della società che da quindici anni ha in gestione oltre al Beach bar, nato nel 1993 e da sempre considerato uno dei luoghi cool della costa ovest, ma anche altre tre attività sempre legate al turismo.

Nella borgata di Torregrande, la società gestisce infatti il ristorante Cuccumeu e uno stabilimento balneare, quasi di fronte al ristorante. In città, invece, il ristorante di cucina fusion Umami «e anche questo domani, purtroppo chiude», annuncia Usai.

Dietro ci sono anni di storia imprenditoriale di successi e fatiche mortificate dalle nuove regole imposte dalle regole di sicurezza sanitaria. E proprio dall’Umami inizia il racconto di un lavoro che va in pezzi: «Con queste disposizioni, mantenere aperto il ristorante in città non è conveniente. Il distanziamento ci farebbe rinunciare a più della metà dei clienti. Con così pochi posti non rientreremo nella metà nelle spese». E dire che questo era stato uno dei ristoranti che nel periodo più rigido della serrata generale aveva continuato a lavorare con le consegne a domicilio e successivamente, con l’asporto delle sue specialità come il sushi e altri piatti esotici.

«Per tutto quel periodo il lavoro ha dato frutti – dice il titolare – ed eravamo convinti che presto si sarebbe ripreso a lavorare in sala, invece ora chiudiamo». A Torregrande il ristorante Cuccumeo aprirà invece a giugno così come lo stabilimento balneare: «Ovviamente abbiamo dovuto studiare azioni per garantire ai clienti e ai dipendenti il massimo della sicurezza. Speriamo che il virus scompaia perché abbiamo necessità di lavorare di più e meglio». Ed aggiunge: «Non sarà una stagione facile anche per le scelte fatte dal Comune che favoriscono i locali del centro storico. Nei fine settimana tutti resteranno in città, mentre per Torregrande il futuro non è roseo».

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